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Le “Mini – Olimpiadi”: il volto inedito della riabilitazione al CRC

Lo scorso 9 luglio, si è tenuta la prima edizione delle Mini – Olimpiadi organizzate dal CRC – Centro, Ricerca e Cura. L’iniziativa nasce dal desiderio di permettere ai bambini di sperimentare – divertendosi con i loro coetanei, in un contesto differente rispetto alla stanza di terapia – le competenze acquisite durante il percorso riabilitativo. 

Ad ospitarci, l’Istituto Comprensivo “Matteo Ricci”, dove 24 dei nostri piccoli pazienti hanno preso parte ad attività di gruppo, nel corso delle quali è stato possibile lavorare oltre che sulle singole competenze, anche sulle abilità sociali.

Al Centro, infatti, siamo alla continua ricerca di nuove e stimolanti attività finalizzate ad accrescere l’efficacia e l’efficienza terapeutica, in contesti non convenzionali e altamente motivanti.

Mini – Olimpiadi: vision, attività e foto della giornata

Con questo spirito, nascono le “Mini – Olimpiadi” in cui i bambini divisi in tre squadre – omogenee per età, caratteristiche e competenze – e guidati dai loro terapisti si sono cimentati in esperienze psicomotorie che richiamino abilità specifiche (ad esempio mira e afferramento, equilibrio statico e dinamico) già supportate nel setting terapeutico, attraverso percorsi, gare a coppie, gare di velocità, tornei e molto altro (cfr. Il programma ufficiale delle Mini – Olimpiadi).

Mamme e papà hanno potuto assistere alle performance dei propri figli, finendo addirittura per lasciarsi coinvolgere nel gioco finale, dove – inseguiti dai bambini – dovevano sfuggire alle loro grinfie, trovando rifugio in una tana improvvisata, nel gioco dei gatti e dei topi. A coronamento della giornata, i piccoli atleti sono stati i protagonisti indiscussi della cerimonia di premiazione, ricevendo ognuno un attestato e una medaglia da mostrare con orgoglio alla propria famiglia.

Si ringraziano tutti i nostri operatori che – forti di uno spirito di squadra consolidato nel tempo – hanno dato vita a un programma ricco di attività. In particolare, si ringraziano: la dott.ssa Giuliana Geusa – promotrice dell’iniziativa – la dott.ssa Carlotta Spizzichino, la dott.ssa Letizia Giordano, il dott. Lorenzo Bertucci, la dott.ssa Elena Michetti, la dott.ssa Gaia Di Giamberardino, la dott.ssa Caterina Dondini, la dott.ssa Giulia Marucci, la dott.ssa Chiara Ragucci e le tirocinanti Francesca De Falco e Elena Sartori per la collaborazione. Si ringraziano anche a tutti i colleghi che, dietro le quinte, hanno dato il proprio contributo alla realizzazione dell’evento.

Un sentito ringraziamento alla dottoressa Carmela Lalli – Assessora ai Diritti alla Scuola, Crescita Culturale, Turismo e Sport del IX Municipio di Roma della precedente amministrazione – per il prezioso supporto nella fase iniziale di progettazione e al professor Francesco Rossi – Preside dell’Istituto Comprensivo “Matteo Ricci”- per aver accolto l’iniziativa e averci accordato l’utilizzo degli spazi della scuola. Un ringraziamento va, infine, a Paolo Patriarchi che si è fatto tramite per garantire la riuscita dell’iniziativa.

IG: @CRC_Centroricercaecura

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Un manuale per Aziende Sanitarie e famiglie all’insegna della Teleriabilitazione

Il CRC conferma la propria leadership nel campo della riabilitazione a distanza con la redazione di un manuale ad hoc.

Quando, ormai due anni fa, la pandemia ha avuto inizio, ogni realtà di ogni settore si è trovata a modificare drasticamente il proprio modello d’azione. Lo abbiamo fatto anche noi del CRC, consapevoli di quanto le restrizioni abbiano pesato sui servizi alla persona e in particolare sulla riabilitazione dei pazienti.

Per chi segue un percorso riabilitativo la continuità terapeutica è fondamentale, specialmente per chi – come noi – lavora ogni giorno con minori interessati da Disturbi del Neurosviluppo. Ci siamo quindi immediatamente chiesti in che modo convertire le nostre stanze di terapie in sessioni virtuali, senza rinunce in termini di qualità del servizio.

La Teleriabilitazione prima e dopo lo stato di emergenza

La prontezza nel rispondere alla situazione emergenziale assieme all’impegno di tutti gli operatori ha portato a mettere appunto una serie di buone prassi in costante aggiornamento e a prendere parte alla redazione di un Accordo sulla regolamentazione della riabilitazione a distanza, discusso nel corso della Conferenza Stato Regioni dello scorso 18 Novembre 2021 (cfr. Linee guida nazionali per la teleriabilitazione).

Siamo convinti, infatti, che la situazione attuale abbia dimostrato ampiamente quanto la telemedicina possa consentire di raggiungere in maniera capillare ogni utente e sia in grado di offrire soluzioni alternative da impiegare a integrazione delle attività in presenza.

Verosimilmente, anche quando la sfida rappresentata dal Covid-19 sarà alle nostre spalle continueremo ad avvalerci della teleriabilitazione, avendo avuto ampiamente modo di toccarne con mano gli innumerevoli vantaggi.

È per questo che il CRC ha pubblicato il “Manuale per teleterapie per pazienti affetti da disturbi del Neurosviluppo”, in collaborazione con l’Osservatorio sulla Telemedicina Operativa dell’ALTEMS, nell’ambito dell’iniziativa “Telemedicina Subito” con il supporto non condizionato di Lilly SpA.

Come affrontare una teleterapia: il manuale del CRC spiega come 

Il documento è frutto dell’esperienza sul campo delle nostre equipe multisciplinari e, credendo fortemente nel valore di un supporto disinteressato, abbiamo voluto mettere il manuale a disposizione di tutti (lo potete scaricare gratuitamente registrandovi qui). Ci auguriamo che questo strumento possa fornire delle linee-guida chiare e funzionali a colleghi e genitori, garantendo un diritto alla salute e all’assistenza alla portata di tutti.

Il manuale mira all’individuazione di un quadro di soluzioni – sia organizzative che tecnologiche – mediante l’utilizzo di strumenti di uso comune, tenendo conto delle esigenze di protezione dei dati personali. 

Si compone quindi di 4 sezioni: si passa dalla descrizione del processo clinico-organizzativo usuale per l’erogazione delle visite in presenza, alla sua trasposizione in un contesto di telemedicina. A riguardo, si è scelto di avvalersi dell’ausilio di Skype, app di facile utilizzo, nota alla maggior parte delle famiglie e operante in rispetto delle norme sulla privacy attualmente in vigore, cui è dedicata un’intera sezione di approfondimento. 

L’ultimo capitolo, invece, è destinato alla figura del paziente, alla sua tutela e alla formazione dei rispettivi tutori. A riprova dell’importanza di garantire un accesso equo e immediato, abbiamo messo a disposizione un tutorial – disponibile sempre qui – per tutte le famiglie che si affacciano al mondo della telemedicina.

Si ringraziano in particolare i nostri colleghi Michela Battisti, Manuela Calanca, Francesca Del Gado, Italo de Meis, Alessandra Silvana Giannantoni, Eleonora Pasqua, Donatella Tomaiuoli, Christian Veronesi per aver messo la loro expertise al servizio della causa e Fabrizio Massimo Ferrara, Andrea Fracasso, Sara Consilia Papavero dell’Alta scuola di economia e management sui sistemi sanitari (ALTEMS- Università Cattolica del Sacro Cuore) per il loro supporto incondizionato.

IG: @CRC_Centroricercaecura

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Il CRC e SONY CSL uniscono le forze: un’interfaccia per il trattamento della dislessia

Il CRC e SONY CSL uniscono le forze: un’interfaccia per il trattamento della dislessia.

Sin dalla sua fondazione, il Centro non si è posto limiti, specializzandosi in modalità di trattamento diverse e al passo con i tempi. Negli anni, quindi, ha affiancato al tradizionale percorso terapeutico fruibile nelle stanze di terapia, attività complementari quali radio, training teatrali e impiegato strumenti tecnologici e piattaforme informatiche all’avanguardia.

Investire sulla commistione tra tradizione e tecnologia si è rivelato una scelta vincente, tanto da instaurare una proficua partnership con il Politecnico di Milano.

Oggi, il CRC ha l’onore di avere al suo fianco un’altra straordinaria realtà, stipulando una collaborazione con Sony CSL, spinoff della Sony Corporation.

SONY CSL: COS’è E COSA FA

L’organizzazione, fondata a Parigi nel 1988, nasce con l’obiettivo di lavorare in nuove aree di ricerca per la creazione di tecnologie con un impatto sociale positivo. Nata con una specificità sui computer system e le interfacce per gli utenti, col passare degli anni, ha cercato di applicare i nuovi ritrovati tecnologici in domini differenti, fino ad arrivare a coprire una vasta gamma di settori quali: energia, agricoltura, sviluppo urbano, potenziamento umano, creatività, realtà virtuale, intelligenza artificiale e interazione tra computer ed essere umani.

Sotto la direzione del dott. Vittorio Loreto, un altro ramo della Sony CSL ha visto la luce. Lo scorso autunno, infatti, a Roma, è stato inaugurato un nuovo laboratorio in cui scienza, arte e innovazione si muovono in uno spazio comune per trovare applicazioni interdisciplinari, volte a perseguire i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile individuati dall’Onu per la salvaguardia del pianeta e il benessere dei suoi abitanti.

Tra questi, quello di garantire un’istruzione di qualità, equa e inclusiva, le cui disparità tra i diversi contesti sociali sono state notevolmente accentuate dalla pandemia. Dato che emerge specialmente nei casi di bambini con bisogni educativi speciali e con disabilità. 

L’importanza per i terapisti di avere a disposizione alternative fruibili anche online è stata quindi cruciale, ma non tutti e non subito sono riusciti a portare avanti percorsi di teleriabilitazione (cfr. Linee guida nazionali per la teleriabilitazione).

La collaborazione con il CRC: in cosa consiste

L’interesse di Sony CSL nel trovare nuove risposte ai bisogni educativi dei bambini con Disturbi del Linguaggio mediante l’impiego dell’intelligenza artificiale ha portato a riconoscere nel CRC un partner ideale, data la storica vocazione di quest’ultimo per la sperimentazione di applicativi con la medesima finalità. 

In particolare, questa partnership mira allo sviluppo di un software per facilitare le persone dislessiche nella comprensione del testo e dei costrutti in esso contenuti (ad esempio pronomi e forme passive) attraverso esercizi morfosintattici ed elementi audiovisivi.

Se da un lato Sony CSL metterà a disposizione la propria decennale expertise nel campo tecnologico, dall’altro il Centro – specializzato nel trattamento dei Disturbi del Neurosviluppo – definirà profili clinici e, insieme, verranno individuati punti di forza e di debolezza dello strumento, fino a valutarne l’efficacia e l’utilità per i pazienti.

L’incontro

Al fine di inaugurare l’inizio del lavoro di ricerca, Sony CSL e il CRC hanno avuto modo di visitare le rispettive sedi.

Abbiamo quindi avuto il piacere di conoscere il direttore del SONY Computer Science Lab Vittorio Loreto, che ci ha accolti nella sede di Roma, presso il Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche “Enrico Fermi”.

Il giorno seguente, il CRC ha aperto le sue porte ai colleghi Martina Galletti, Michael Anslow e Remi van Trijp, i quali hanno avuto modo di scoprire l’originale e innovativo approccio del Centro, ascoltando i nostri operatori e provando in prima persona alcuni degli strumenti più utilizzati nelle nostre stanze di terapia. 

La giornata si è aperta con la dott.ssa Lisa Scordino, la quale ha spiegato come sia possibile utilizzare visori VR per il trattamento della balbuzie. A seguire, la dott.ssa Alice Turaccio ha mostrato le potenzialità dell’intelligenza artificiale in materia di autismo, con una dimostrazione pratica che ha coinvolto l’impiego di QT robot by LuxAI. Accompagnati dalle dott.sse Maria Chiara Marini e Ludovica Granieri si è poi passati alla Magic Room, stanza multisensoriale per la stimolazione di competenze quali memoria, funzioni esecutive e abilità linguistiche.

Il viaggio nel mondo della riabilitazione dei Disturbi del Linguaggio e dell’Apprendimento è proseguito con le dott.sse Francesca Bianchi e Diletta Vedovelli, con Letssay – app per la valutazione, il gioco Moovy e la piattaforma RIDInet

Il dott. Alessandro Minutiello, invece, ha proposto un focus sulla valutazione e il trattamento delle funzioni esecutive (attenzione, memoria di lavoro, inibizione, flessibilità cognitiva e pianificazione) con l’app ASTRAS, che offre esercizi mirati sfruttando i principi di gamification. Infine, la dott.ssa Gaia Di Giamberadino ha spiegato come sia possibile migliorare le abilità grafo-motorie dei bambini in età scolare mediante l’impiego di tavolette grafiche.

Gettate le fondamenta per questa collaborazione, ci impegniamo a seguire i lavori con interesse e fiduciosa speranza, nell’attesa di poter condividerne gli aggiornamenti.

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La radio al CRC e la collaborazione con lo speaker Beppe De Marco di RDS 100% Grandi Successi

La radio è parte integrante dell’intervento riabilitativo proposto dal CRC. Ciò accade perché presso il Centro è stato ideato il programma MIDA-SP in 4 step per il trattamento della persona che balbetta. Tra le novità, vi è l’affiancamento alla terapia logopedica delle arti mediate, tra cui appunto la conduzione radiofonica.

Il Progetto radio

Nel lontano 2015, nasce così il “Progetto Radio”, un corso guidato dallo speaker radiofonico Beppe De Marco. A distanza di sette anni dal suo lancio, in occasione della Giornata Mondiale della Radio, desideriamo portarvi all’interno di questo corso e scoprire i retroscena che hanno condotto alla sua ideazione.

Ad oggi, il progetto radio consta di un appuntamento settimanale per ognuna delle tre classi in cui i pazienti sono divisi per fasce d’età – bambini, preadolescenti e adulti. La lezione ha la durata di due ore: la prima è dedicata alla ricerca redazionale dei contenuti; la seconda invece ad esercizi, talk e spot pubblicitari. L’obiettivo? La realizzazione di una diretta su Facebook interamente gestita dai ragazzi.

Beppe De Marco, la voce di RDS 100% Grandi Successi al CRC

A guidare il timone, lo speaker Beppe De Marco, voce di RDS 100% Grandi Successi. La sua passione per la radio nasce per caso ai tempi del liceo, quando un amico dj gli propone di collaborare con lui. Da allora, non ha mai abbandonato il microfono e si occupa anche di formazione presso aziende e istituti quali l’università Luiss Guido Carli e la 24ORE Business School, ma guai a chiamarlo insegnante:

“Non mi piace considerarmi un insegnante – dice – sono piuttosto un facilitatore. La formazione è uno scambio durante il quale divertirsi, perché la radio ti toglie dai guai e dalla noia.”

Tra le sue iniziative più recenti, c’è il podcast “Conosci la tua voce”, in cui esperienze quotidiane diventano l’espediente per imparare a fare un uso corretto della propria voce.

Quando la dott.ssa Donatella Tomaiuoli chiama Beppe per proporgli di partecipare al progetto, lui accetta immediatamente. Da quel momento inizia un’intensa fase di progettazione, in cui Beppe delinea le linee guida di quello che diverrà il nostro corso radio. A sopportarlo nell’impresa, il continuo confronto con i logopedisti e gli psicologi del Centro che ancora oggi costituisce parte integrante del progetto e consente di monitorare i progressi dei ragazzi.

Come si svolge una lezione tipo? 

Tutto parte dal vissuto dei ragazzi, da ciò che accade attorno a loro e dalla loro inesauribile curiosità. Beppe ci racconta, ad esempio, di quando un piccolo esperimento culinario ha portato tutti i partecipanti a dar inizio ad una ricerca sulle più famose catene di fast-food, con scoperte non da poco.

Con la radio, non si impara solo a reperire e selezionare le informazioni, ma anche a conoscere meglio il proprio corpo e il suo funzionamento, modulando la respirazione, il ritmo o il tono di voce. 

La radio, infatti, grazie all’assenza di fisicità permette di lavorare sulle proprie emozioni, che a seconda dei casi possono inficiare o promuovere la nostra capacità comunicativa. Vi siete mai chiesti attraverso quali risuonatori – dalla cassa toracica fino al naso – passa la tristezza o la gioia? Per scoprirlo è nato “il gioco delle emozioni”, durante il quale ai ragazzi viene assegnata un’emozione da riprodurre e che spetterà agli altri riconoscere.

La lezione procede ad un ritmo incalzante in cui, in un contesto ludico e spensierato, si alternano esercizi d’ogni tipo.

Per allenare la capacità di raccontare delle storie – storytelling – seguendo un percorso logico e cronologicamente ordinato, c’è poi la gara di barzellette, dove ci si assegna un voto a vicenda valutando le strategie messe in atto e la resa della battuta finale. Come ci insegna Beppe:

“L’obiettivo è usare meno parole, ma quelle giuste.”

Si passa poi ad attività più complesse come “il flusso di pensieri” in cui, sulla base di un passaggio di testimone prestabilito, i ragazzi pronunciano a turno una parola e ognuna servirà per costruire tutti insieme una storia originale.

Alla fine di questo excursus, risulta chiaro come l’obiettivo del corso – così come di ogni iniziativa e approccio terapeutico adottati al Centro – sia quello di dare valore all’unicità della persona e di favorire l’accettazione individuale e il riconoscimento reciproco.

Un ringraziamento speciale va a Beppe De Marco per il suo impegno e la sua disponibilità e per dimostrare quanto ambienti distanti – il suo, quello dello spettacolo, e il nostro, quello della riabilitazione – non solo possano coesistere ma anche arricchirsi a vicenda abbattendo il muro della diversità.

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Il CRC festeggia il suo 20° anniversario: un abbraccio lungo vent’anni!

Oggi, 7 febbraio, qui al CRC celebriamo il nostro 20° anniversario.

La nostra storia ha avuto inizio vent’anni fa a viale Europa 140, in una sede molto vicina a quella attuale, ma decisamente diversa: solo cinque stanze, ma tanta voglia di crescere. 

Quando la dott.ssa Donatella Tomaiuoli e il dott. Italo de Meis, instancabili partner nella vita e nel lavoro, hanno dato inizio a quel sogno oggi diventato realtà e che tutti conosciamo come CRC, la situazione era ben diversa.

Forse non tutti sanno che il Centro nasce da una profonda delusione. Vent’anni fa, infatti, la dott.ssa Tomaiuoli venne licenziata per essere rimasta incinta della sua seconda figlia. Lo sconforto, però, non è durato lungo e ha deciso di dar vita ad un Centro tutto suo, dove chiunque potesse essere accolto, accettato e aiutato.

Le sfide non sono mancate, ma la sua storia è diventata da esempio e a distanza di 20 anni la dott.ssa non ha mai dimenticato quella dura lezione, aprendo le porte a nuovi collaboratori, clinici, genitori e bambini. Varcate le porte del Centro, nessuno si sarebbe mai dovuto sentire solo e così continua ad essere ogni giorno.

Le soddisfazioni non hanno tardato ad arrivare e il CRC si è sempre più distinto per l’avanguardia dei propri percorsi e la gentilezza dei suoi operatori, in grado di affiancare alla consueta attività riabilitativa, esercizi meno tradizionali ma ugualmente efficaci come teatro e radio.

Con il passare degli anni, abbiamo iniziato a sognare ancora più in grande, spinti dal desiderio di trasmettere la nostra filosofia all’esterno. Ecco, quindi, che accanto al Polo Balbuzie, al Polo sordità, al Polo Apprendimento e al Polo Autismo è nato anche il Polo Ricerca e Sviluppo, le cui collaborazioni hanno portato allo sviluppo e al perfezionamento di tecnologie multimediali, software d’avanguardia e altri dispositivi quali robot e visori per la realtà aumentata.

Non manca infine il Polo destinato alla formazione e l’appuntamento triennale con la Conferenza Internazionale sulla Balbuzie, unica nel suo genere in Italia e in grado di riunire esperti, clinici e studenti da tutto il mondo.

Ogni decisione, ogni terapia, ogni laboratorio, ogni chiamata da parte della segreteria ha un unico obiettivo: contribuire al benessere di ogni componente delle famiglie che si affidano a noi, che sia attraverso un film visto insieme, una serata a teatro o una diretta Facebook.

Il sorriso e la professionalità sono il nostro biglietto da visita. 

Il nostro obiettivo è esserci, sempre, e vi promettiamo di continuare a farlo.

Grazie!

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Il CRC premiato come “Miglior progetto sociale” alla IV edizione del Premio Mario Unnia 2021

Il resoconto della dott.ssa Martina de Meis della cerimonia di premiazione.

Ieri, si è tenuta la serata conclusiva del Rethink contest 2021, organizzato da BDO Italia, in cui sono state insignite del Premio Mario Unnia -Talento & Impresa quelle realtà tutte italiane che si sono distinte per salvaguardia del business e delle persone (React), resilienza della loro attività (Resilience) e capacità di ripartire sulla base di nuovi modelli di business sostenibili (Realise).

Un po’ per curiosità, un po’ per gioco, verso ottobre 2021, ho compilato l’application form perché il CRC potesse essere tra i candidati del premio. Dopo un paio di mesi, riceviamo una mail che ci comunica di essere rientrati nella shortlist delle aziende finaliste; il CRC riceve l’invito per la serata di premiazione il 27 gennaio 2022 a Palazzo Mezzanotte, Piazza Affari, Milano.

La vittoria come “Miglior progetto sociale”

Il Centro figura nella brochure delle imprese finaliste.  La serata trascorre piacevole tra interventi e testimonianze di economisti, sociologi e imprenditori. Prendo appunti sul mio taccuino. Si parla di agilità delle aziende italiane e della famiglia come caratteristica comune alla base di circa il 60% delle imprese del nostro paese. Poi, la premiazione. I miei genitori, fondatori del Centro, mi seguono in diretta da Roma insieme ai nostri colleghi.

Tra le 28 in lizza, vengono premiate tre aziende che si sono particolarmente distinte, rispettivamente nord, centro e sud del nostro Paese. Il CRC non c’è. Ci scambiamo messaggi di congratulazioni in ogni caso. Essere lì – ci diciamo – è già un gran traguardo. Bravi tutti.

La serata, però non è finita e sono stati istituiti altri tre premi speciali. Alla volta del secondo, il CRC è sul palco, come modello d’impresa distintasi per responsabilità sociale. Abbiamo vinto. Abbiamo vinto il premio che premia il CRC per la sua natura di azienda votata al bene comune!

Ringraziamenti

Salgo sul palco e sono radiosa, emozionata, fiera, orgogliosa di rappresentare il Centro e ognuna delle persone che ne fa parte, che ci ha accompagnato e continua a farlo in questo momento complesso, dove ogni giorno è una novità, dove ogni giorno tutto può cambiare.

Sul palco, con gli occhi liquidi e brillanti, ho ricordato il 9 marzo 2020, l’annuncio della chiusura del paese, ho ricordato il coraggio di tenere duro e ripensare al nostro modo di prenderci cura. Abbiamo studiato, ci siam confrontati e confortati. Sì va avanti! Tutti – o quasi – in riabilitazione a distanza e mia madre ed io al Centro. È stato un periodo strano, quel marzo-aprile-maggio 2020. A Roma, pareva di muoversi in una città fantasma, in un Centro che, dacché ne ho memoria, non era mai stato così vuoto, così silenzioso. Poi ci abbiam fatto l’abitudine. Ricordo IL CRC C’È e le dirette, le risate nel vedere i colleghi cimentarsi in attività impensabili. Ricordo l’impegno nostro e delle famiglie. La resistenza iniziale e la soddisfazione di aver approfondito un modello che terremo e integreremo anche quando le parole contagi, quarantene, mascherine FFP2 e green pass – speriamo – saranno solo un ricordo. Perché la riabilitazione a distanza, in tanti casi, è una risorsa che può sostituire la presenza o integrarla, arricchendola.

Il premio speciale Mario Unnia 2021 per il progetto sociale è il premio per il CRC che resiste, assecondando i tempi, in modo ergonomico. Grazie a tutti, agli organizzatori della serata, e agli imprenditori che si sono innamorati del nostro progetto.

Grazie ai miei genitori, che hanno dato vita al Centro con amore e hanno saputo trasferirgli dei valori che hanno saputo sostenerci, in tanti casi, più di un consiglio di amministrazione.

Grazie a voi,

Giulia, Martina, Andrea, Giulia, Simone, Valentina, Lidia, Michela, Valentina, Federica, Francesca, Annalisa, Noemi, Manuela, Roberta, Andreea, Roberta, Civita, Alice, Eugenia, Alessandra, Greta, Giuseppina, Lorenzo, Simona, Manuela, Eleonora, Francesca, Claudio, Gaia, Naomi, Caterina, Letizia, Federica, Giuliana, Alessandra, Letizia, Ludovica, Nicola, Valentina, Silvia, Denise, Chiara, Francesca, Caterina, Sara, Sara, Maria Chiara, Giulia, Matilde, Simona, Antonella, Elena, Alessandro, Marianna, Veronica, Monica, Eleonora, Chiara, Chiara, Chiara, Emiliano, Giulia, Silvia, Ilaria, Sabrina, Lisa, Veronica, Roberta, Daniele, Maria Grazia, Carlotta, Eugenio, Maria Grazia, Barbara, Daniele, Diletta, Christian, Agata Marina, Carla, Valeria.

Per aver creduto in noi e per continuare a farlo, con passione per il vostro lavoro e amore per i nostri bambini.

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Il CRC tra le aziende finaliste in lizza per il Premio “Mario Unnia – Talento & Impresa” 2021

Il CRC è una delle 28 aziende italiane facenti parte della shortlist della IV edizione del Premio Mario Unnia promosso e organizzato da BDO Italia con il supporto di BPER Banca e di Ersel.

In questi due anni, la pandemia ha messo a dura prova le realtà imprenditoriali del nostro Paese, trovatesi a fare i conti con un contesto macroeconomico logorato da una crisi inaspettata. Ogni settore è stato chiamato ad imprimere un’accelerazione dei processi finanziari e tecnologici, con il medesimo obiettivo di superare la battuta d’arresto subita.

Perseguire modelli di crescita sostenibile, senza dimenticare di valorizzare il capitale umano e al contempo creare valore per l’azienda e per il territorio su cui essa opera, ha richiesto straordinarie capacità imprenditoriali che alcune aziende hanno sviluppato con risultati eccezionali, divenendo modello e fonte d’ispirazione per l’intero comparto economico.

Il premio mario unnia – Talento & Impresa: l’azienda del  futuro

Il Premio Mario Unnia – Talento & Impresa, istituito nel 2017, nasce con la volontà di diffondere il know-how delle molte aziende che si sono distinte durante il lockdown e di premiare le migliori mediante il contest “Rethink: le 3 R del talento (React, Resilience, Realise) in tempo di pandemia”.

A rispondere alla sfida sono state oltre 100 aziende, le quali hanno mostrato grazie a quali strategie sono state in grado di reagire per salvaguardare il futuro delle proprie attività e garantirne una solida resilienza attraverso la realizzazione di modelli di bussiness nuovi e sostenibili.

Una giuria di esperti, presieduta dal Professor Andrea Amaduzzi – Docente presso il Dipartimento di Scienze Economico Aziendali – Università degli Studi Milano Bicocca, ha scelto le 28 finaliste – tra cui il CRC – che si sono distinte in questi 3 ambiti, riuscendo a dare nuova linfa al proprio core business.

IL CRC PRESENTE ALLA CERIMONIA DI PREMIAZIONE

A questa shortlist (qui l’elenco completo, CRC a p. 31) ha avuto accesso anche il nostro Centro, che si è quindi aggiudicato la convocazione in occasione della serata di premiazione che si terrà il prossimo 27 gennaio presso la sede di Borsa Italiana a Palazzo Mezzanotte, a Milano.

Alla cerimonia, in rappresentanza del CRC, presenzierà la dott.ssa Martina de Meis. Al termine del dibattito in sala su “L’impresa che verrà”, scopriremo i vincitori di ciascuna delle 4 macroregioni definite (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Centro-Sud e Isole). Fra le 12 aziende che supereranno lo screening, verrà poi scelto il vincitore assoluto del Premio Mario Unnia

Nell’attesa di conoscere l’azienda vincitrice, siamo orgogliosi di tutto il team che negli anni ha contribuito a far crescere il Centro, fino a divenire leader nell’erogazione di servizi alla persona grazie all’impiego di equipe multidisciplinari altamente specializzate, collaborazioni scientifiche con Università e istituti di ricerca e di cura nazionali e internazionali e trattamenti innovativi basati sull’utilizzo di nuove tecnologie.

Un riconoscimento, questo, di cui siamo fortemente orgogliosi e che ci ricorda l’importanza di cogliere ogni ostacolo come un’opportunità di crescita. Per questo, non possiamo che rivederci e fare tesoro delle parole della dott.ssa de Meis:

Come vedo il futuro dell’azienda? Un’azienda sempre più attenta alle esigenze dell’utente, dove la circolazione delle informazioni avvenga in modo capillare e fluido; un’azienda che mantenga, nella sua crescita, la filosofia della famiglia da cui ha avuto origine.

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L’ECSF: una nuova specializzazione per i disturbi della fluenza

Il CRC allarga la propria rete e diventa partner della European Clinical Specialization in Fluency Disorders (ECSF).

Nella sua storia, ormai ventennale, il Centro si è fatto promotore di progetti ed iniziative all’avanguardia. Gli anni passano, ma il nostro obiettivo è rimasto lo stesso di sempre: promuovere la formazione di specialisti costantemente aggiornati così da garantire un servizio efficiente e adeguato alle necessità dei pazienti.

Per questa ragione, il CRC e l’ECSF hanno deciso di unire le forze per promuovere i più alti standard di cura, istruzione e ricerca nell’area dei disturbi della fluenza, al fine di migliorare la qualità della vita per le persone che balbettano e quelle che soffrono di cluttering.

European Clinical Specialization in Fluency Disorders: cos’è e a cosa serve

L’ECSF è un programma della durata di un anno rivolto a logopedisti provenienti da tutto il mondo che ambiscono a diventare European Fluency Specialists. In un ambiente sempre più internazionale, il corso è organizzato da tredici partner in dieci paesi UE ed extra UE ed è gestito da un consorzio composto da 10 partner (tra università e college) e 5 partner associati di 9 differenti paesi europei, tra cui il CRC.

Per la prima volta, una tale specializzazione viene offerta come progetto congiunto in Europa. Riunendo le competenze di numerosi Fluency Specialists, infatti, il corso fornisce una dimensione extraeuropea creando una sfera di scambio e integrazione tra studenti e docenti.

L’iniziativa, nata con l’obiettivo di raggiungere un uguale ed elevato standard di competenza nell’area della pratica specialistica dei disturbi della fluenza, risponde alla richiesta di numerosi logopedisti di approfondire conoscenze teoriche e competenze terapeutiche specifiche.

ECSF: L’ESPERIENZA DEL NOSTRO TEAM

Ogni anno, l’ECSF offre un ricco programma erogato in due settimane, tra Settembre e Febbraio. Nel corso delle lezioni, partecipanti e docenti lavorano fianco a finaco in una combinazione di lezioni, pratica clinica e homework, a cui seguono sessioni di follow-up nel paese di origine di ciascuno studente.

Lo scorso settembre si è tenuta la prima sessione di formazione in Portogallo presso l’Escola Superior de Saúde do Alcoitão, cui hanno partecipato anche le nostre dottoresse Simona Mastidoro, Lisa Scordino e Carla Vittorio.

Sotto la vigile guida dei docenti, gli studenti hanno avuto modo di approfondire numerosi temi, tra i quali: fenomenologia e incidenza della balbuzie negli adulti, processo diagnosico e valutazione, definizione degli obiettivi e piano di trattamento, clinical couseling e cluttering. Durante il soggiorno, gli studenti hanno anche preso parte ad attività di team building alla scoperta delle campgane portoghesi e della cucina locale.

La seconda e ultima settimana di formazione si terrà il prossimo febbraio a Gent. Per saperne di più, visitate il sito ufficiale.

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Moovy: un gioco da tavola per lavorare sulla morfosintassi

Moovy, ultimo progetto nato nella famiglia di i3lab, spin-off del Politecnico di Milano, è uno strumento divertente ed efficace di supporto all’apprendimento della morfosintassi.

La scorsa settimana è venuta a trovarci Eleonora Beccaluva, dottoranda presso il Politecnico di Milano e Università degli studi di Milano-Bicocca, e nostro referente per quel che riguarda l’implementazione di progetti sviluppati in collaborazione i3lab, spin-off del Politecnico di Milano, nostro partner dal 2016.

I3lab mira a promuovere lo sviluppo sociale, emotivo e intellettivo dei bambini con bisogni educativi speciali. Lo fa attraverso tecnologie interattive e innovativi, avvalendosi delle competenze di un team multidisciplinare afferente ad aree – solo in apparenza distanti – quali psicologia, linguistica, logopedia, ingegneria informatica e design.

L’ultimo progetto nato dalla fucina di I3lab è Moovy: la grammatica nelle tue mani, di cui la scorsa settimana, proprio al CRC, si è conclusa la prima fase di sperimentazione.

MOOVY: cos’è e come funziona

Moovy è un vero e proprio gioco da tavola volto a promuovere nei bambini dai 4 ai 13 anni e nei giovani adulti con disturbi del linguaggio e difficoltà cognitive, la comprensione di alcune strutture morfosintattiche come i pronomi clitici e le frasi passive. Moovy – composto da una plancia, una board interattiva, 36 carte – è uno strumento di terapia che consente al clinico, mediante un’app e un tablet, di orientare l’attività in modo che sia funzionale al raggiungimento degli obiettivi previsti per il bambino/ragazzo dal proprio piano di trattamento.

Le strutture morfosintattiche prese in analisi da Moovy presentano tutte un movimento argomentale, ossia lo spostamento di un argomento del verbo (soggetto/complemento) verso la periferia sinistra della frase (es. nella frase “Prima il nonno sposta l’orologio, poi lo sposta il bambino” l’orologio, prima si trova a destra del verbo, dopo – sostituito dal pronome clitico “lo”– a sinistra).

Per facilitare la comprensione di questo passaggio di natura mentale, il team di I3lab ha pensato di renderlo tangibile, facendo in modo che fosse il bambino/giovane adulto stesso, attraverso un movimento fisico, a spostare gli argomenti – sotto forma di carte – sulla plancia a seconda di dove questi comparivano all’interno della frase.

Moovy è ancora in fase di sperimentazione, ma sarà presto disponibile per supportare il clinico e il bambino/ragazzo nel lavoro sulla morfosintassi.

Come tutti i progetti implementati in collaborazione del Politecnico di Milano (Magic Room, tecnologia integrata di visore e braccialetto dotato di biosensori), Moovy è la dimostrazione di quanto la tecnologia possa costituire una risorsa in ambito clinico, agendo positivamente sia sull’efficacia terapeutica che sulla motivazione del paziente.

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Il CRC premiato all’AIRIPA Web-Conference 2021: presentati oltre 10 progetti di ricerca

Lo scorso 25 settembre 2021, si è concluso il XXIX Congresso Nazionale AIRIPA che anche per quest’anno si è tenuto online.

Il Congresso Nazionale AIRIPA

Dal 1992, il Convengo, di cui il Cesare Cornoldi, prof. emerito dell’Università degli Studi di Padova, è il presidente scientifico, affronta i temi più significativi e attuali relativamente ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Con il passare degli anni, il campo d’interesse di AIRIPA si è ampliato, andando ad affrontare – nell’ambito di simposi, tavole rotonde, a cura di di relatori dall’altissimo profilo scientifico – tutti i disturbi del Neurosviluppo.

Il CRC all’AIRIPA

Anche quest’anno, all’AIRIPA, era presente il CRC, con oltre 10 progetti che i nostri specialisti stanno portando avanti, anche in collaborazione con realtà nostre partner, come il Politecnico di Milano e LuxAI, società scientifica internazionale pioniera nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale al servizio di bambini con Disturbo del Neurosviluppo. 

Molti lavori illustravano progetti che il Centro sta portando avanti con l’ausilio della tecnologia, sfruttando i tanti tool che il Polo Tecnologico del CRC mette a disposizione delle famiglie: robot – umanoidi non non – una stanza multisensoriale, applicazioni, visori per la realtà aumentata.

Molti colleghi si sono, invece, concentrati sulla riabilitazione a distanza, sulla sua efficacia e sugli effetti che produce non solo sul bambino, diretto interessato delle cure, ma anche sui genitori di cui sono stati monitorati i livelli di autoefficacia e stress. 

Uno studio ha approfondito il tema del teacher training nell’epoca della “scuola a distanza” nel periodo di emergenza sanitaria, mentre un altro ha sottolineato come sia importante per un bambino affetto da ASD imparare a comprendere e rispondere a commenti ironici. 

L’app Letssay riceve il primo premio nella categoria “Teleriabilitazione in età evolutiva”

Tra i tanti lavori, quello presentato dalla dott.ssa Francesca Bianchi ha ricevuto il primo premio nella categoria “Teleriabilitazione in età evolutiva”.

“Letssay: proposta di uno strumento digitale per la valutazione e il trattamento in bambini con disturbo del linguaggio ricettivo” illustrava un progetto di ricerca che il CRC ha condotto in collaborazione con il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano

Letssay è un’app ideata dagli ingegneri dell’Ateneo meneghino per la riabilitazione della comprensione morfosintattica in bambini con Disturbo di Linguaggio e Disturbo dello Spettro Autistico di età compresa tra i 3 e i 13 anni. 

L’applicazione, caricata su piattaforma web e accessibile tramite PC, tablet e smartphone, prevede attività che possono essere svolte dal bambino, sia in presenza che da remoto, durante le sedute di teleriabilitazione.

Le attività, con diversi livelli di difficoltà, sono tutte inserite all’interno di una cornice narrativa; lo storytelling , infatti, risulta essere il mezzo più ecologico per rafforzare abilità linguistiche in bambini con difficoltà comunicative, che sentendosi coinvolti nelle avventure del personaggio, risultano più motivati ad effettuare il compito.  

La sperimentazione, condotta assieme al Besta di Milano e all’Ass. La nostra famiglia, ha evidenziato la grande innovatività del progetto (Letssay è la prima app interamente dedicata alla morfosintassi!) e le potenzialità di sviluppo ulteriore, cui il CRC, inutile dirlo, sta già lavorando.