Pubblicazioni e Tesi

Pubblicazioni e Tesi

PUBBLICAZIONI

La web conference sulla teleriabilitazione nei disturbi del neurosviluppo: confronto internazionale sulla riabilitazione a distanza

Autori: Michela Battisti, Donatella Tomaiuoli, Eleonora Pasqua, Alessandra Silvana Giannantoni, Christian Veronesi, Martina De Meis

Pubblicazione: IL TNPEE – Anupi tnpee, Edizioni Erickson Vol 2, n.2, anno 2020

Abilità emotive e socio pragmatiche: training di gruppo con bambini con autismo ad alto funzionamento

Autori: A.Mattei, N. Di Rocco, S. Scala, F. Funari, C. Procaccini, C. Veronesi

Pubblicazione: Autismo e disturbi del neurosviluppo, Edizioni Erickson n.3, anno 2020

La riabilitazione a distanza. L’esperienza del CRC di Roma al tempo del Covid-19

Autori: Donatella Tomaiuoli, Alessandra Silvana Giannantoni, Giorgia Picchiotti, Chiara Pirisi, Francesca Del Gado, Eleonora Pasqua, Christian Veronesi

Pubblicazione: nel volume Teleriabilitazione nei disturbi di apprendimento – Principi ed evidenze di efficacia per presa in carico a distanza, Edizioni Erickson, ottobre 2020

L’esperienza clinica del CRC di Roma durante i lockdown: dalla progettualità alla verifica dell’intervento riabilitativo a distanza

Autori: Donatella Tomaiuoli, Michela Battisti, Manuela Calanca, Alessandra Silvana Giannantoni Francesca Del Gado , Eleonora Pasqua, Christian Veronesi

Pubblicazione: Logopedia e comunicazione, Edizioni Erickson, Vol.16, n.3, ottobre 2020

La “Redazione Ragazzi” ad alta leggibilità. Esperienza di apprendimento significativo per promuovere il piacere della lettura nei ragazzi dislessici

Autori: Eleonora Pasqua, MariaPia Ciancaglioni, Giulia Marucci, Donatella Tomaiuoli

Pubblicazione: nella rivista Dis, Giornale italiano di ricerca clinica e applicativa, Edizioni Erickson Vol, n.1, anno 2020

TESI

“OASES-S – Overall Assessment of the Speaker’s Experience of Stuttering – School Age”: Studio Preliminare Volto alla Validazione del Protocollo di Valutazione nei Bambini in Età Scolare che Balbettano

Autore: Rossella Caruso

Relatore: Dott.ssa Donatella Tomaiuoli

Correlatore: Dott.ssa Sara Marchetti

Corso di Laurea: Logopedia, Facoltà di Medicina e Chirurgia; Sede I.R.C.C.S. Fondazione Santa Lucia

Anno Accademico: 2018/2019

Questa tesi descrive lo studio preliminare volto alla validazione del protocollo di valutazione OASES-S (Yaruss J.S. e Quesal R.W.) rivolto a bambini in età scolare che balbettano. In base a studi presenti in letteratura, la consapevolezza di avere anomalie nella propria fluenza, la capacità di discriminare tra un eloquio fluente e disfluente e la costruzione di un’immagine rispetto alla propria abilità di comunicare si differenziano già durante l’età evolutiva in persone che balbettano (Griffin & Leahy, 2007; Weidner, Kenneth, Megan, & Staci, 2015). In questo studio si evidenzia quindi l’importanza della valutazione degli aspetti sindromici del disturbo, connessi al vissuto della persona, sin dall’età scolare. L’Overall Assessment of the Speaker’s Experience of Stuttering è stato elaborato sulla base del modello di salute umana presentato nell’ICF e si prefigge di valutare l’impatto del disturbo nella vita della persona, attraverso un’analisi globale e dal punto di vista di colui che balbetta. Al fine di validare lo strumento il protocollo è stato somministrato ad un primo gruppo di 50 bambini di età compresa tra i 7 e i 12 anni. Il campione normativo è stato individuato tramite il CRC Balbuzie e l’Università degli Studi di Torino.

Disturbi Specifici dell’Apprendimento e funzioni visuo-percettivo-motorie: studio di una popolazione clinica

Autore: Annalisa di Bartolomeo

Relatore: Prof. Eleonora Pasqua

Università: Università di Roma Sapienza

Anno Accademico: 2017/2018

Molti studi sono concordi nell’affermare che bambini dislessici mostrano delle significative differenze nel movimento degli occhi rispetto al normolettore.: punti di fissazione di durata maggiore, fissazione binoculare instabile, regressioni molto frequenti, saccadi di piccola ampiezza. I dislessici manifestano inoltre una difficile integrazione delle informazioni che vengono dalla periferia con quelle della fovea (il mascheramento è maggiore soprattutto al punto di fissazione e c’è difficoltà nell’inibizione laterale). L’effetto crowding ostacola poi il riconoscimento delle lettere perché diminuisce il numero di caratteri che si riconoscono a ogni fissazione (lo span visivo).

Il presente studio cerca di approfondire il ruolo delle funzioni visuo-percettivo-motorie nei processi di apprendimento attraverso lo studio di una popolazione clinica di 62 bambini con D.S.A. di età compresa tra i 7,2 e i 10,9 anni.

Strumenti di studio per i ragazzi con D.S.A.: proposta di un libro di testo per la scuola

Autore: Roberta Foglia

Relatore: Prof. Eleonora Pasqua

Università: Università di Roma Sapienza

Anno Accademico: 2017/2018

Numerosi studi dimostrano che il punto debole dei ragazzi con D.S.A. nello studio è nelle strategie metacognitive. Le loro difficoltà sembrano infatti correlate a uno scarso controllo dei processi che regolano l’apprendimento, che implica una non consapevolezza del proprio metodo di studio, in termini di pianificazione e scelta di idonee strategie di apprendimento.

Secondo altri studi, dei bravi docenti e dei buoni libri di testo scolastico possono aiutare lo studente ad acquisire una maggiore conoscenza dei propri processi cognitivi, dei possibili strumenti in suo possesso, così come dei propri limiti e punti di forza. Si sono dimostrati particolarmente vantaggiosi nello studio dei ragazzi D.S.A. gli strumenti di compenso, in particolar modo le mappe concettuali, e le caratteristiche grafiche dei libri di testo.

La presente tesi ha come oggetto un’indagine sulla modalità di utilizzo dei libri di testo e la realizzazione di supporti finalizzati allo studio da inserire nel testo (soprattutto mappe concettuali per favorire la comprensione, la memorizzazione e l’esposizione delle informazioni durante lo studio). L’obiettivo della sperimentazione è infatti la realizzazione di un prototipo di libro di testo per la scuola secondaria di primo grado che faciliti i processi di studio nei ragazzi normolettori e con D.S.A. Lo studio è stato condotto su un campione di 59 soggetti di età compresa tra gli 11,2 e i 13,8 anni.

La lettura sussurrata: un possibile strumento per la valutazione della decodifica nei soggetti balbuzienti

Autore: Valentina Ronchetti

Relatore: Prof. Eleonora Pasqua

Università: Università di Roma Sapienza

Anno Accademico: 2017/2018

Alcuni studi dimostrano un’associazione rilevante di comorbidità tra balbuzie e disturbo specifico dell’apprendimento, con particolare riferimento alla dislessia. Ciò pone in risalto la necessità di disporre di validi strumenti di valutazione dei processi di decodifica nei soggetti balbuzienti, ad oggi troppo influenzati, nella velocità di lettura soprattutto, dalle disfluenze prodotte.

Lo stato attuale della letteratura indica che l’utilizzo di condizioni facilitanti in caso di balbuzie porta a una riduzione delle disfluenze prodotte consentendo di aiutare le abilità di decodifica. In particolare è stato osservato che la lettura silente favorisce la prestazione circa il parametro della velocità, mentre la modalità sussurrata rispetto all’accuratezza.

Il progetto tesi è dunque rivolto a definire l’efficacia clinica della lettura sussurrata, con lo scopo di riuscire a stabilire l’effettiva capacità di decodifica anche in presenza di un disturbo della fluenza, e giungere, quindi, a una buona prassi di valutazione. La ricerca è stata condotta su una popolazione di 110 pazienti di età compresa tra gli 8,3 e i 10,8 anni con diagnosi di balbuzie e/o dislessia.

PDMS-2 e Movement ABC-2: scale a confronto e applicazione nella pratica clinica

Autore: Alessia Spagnoli

Relatore: Prof.ssa Maria Teresa Giannini

Correlatore: Dott.ssa Michela Battisti

Università: Università di Roma La Sapienza

Anno Accademico: 2017/2018

Le difficoltà motorie in età evolutiva possono presentarsi con diversi gradi di severità e sono spesso associate a disturbi del neurosviluppo o ad altre condizioni patologiche, manifestandosi molto comunemente sotto forma di impaccio motorio. È, quindi, essenziale poter contare su strumenti strutturati e standardizzati in grado di condurre un’attenta valutazione delle competenze motorie del bambino e in grado di rilevare precocemente eventuali difficoltà di movimento.

L’obiettivo dello studio è quello di svolgere un confronto approfondito fra la batteria Movement ABC-2 (Movement Assessment Battery for Children – Second Edition), uno degli strumenti diagnostici più utilizzati per la valutazione delle difficoltà motorie, e le scale PDMS-2 (Peabody Developmental Motor Scales – Second Edition), più recenti e ancora poco utilizzate nella pratica clinica.

Il campione di studio è costituito da 3 pazienti di età compresa tra i 4 e i 5 anni, giunti presso il nostro centro rispettivamente con diagnosi di Ritardo Psicomotorio, Ipoacusia Infantile e Disturbo della Coordinazione Motoria.

Studio dei processi di lettura in soggetti con balbuzie e dislessia

Autore: Veronica Petrone

Relatore: Prof. Eleonora Pasqua

Università: Università di Roma Sapienza

Anno Accademico: 2016/2017

Alcuni studi hanno esplorato le abilità di lettura negli adulti e nei bambini che balbettano verificando che la velocità di lettura è spesso influenzata dalla presenza di disfluenze. Ciò rende inaffidabili i risultati dei test diagnostici per la dislessia somministrati ai soggetti che balbettano, di conseguenza, la balbuzie potrebbe creare problemi nell’identificare le condizioni in cui esiste un’alterazione nel processo di decodifica.

Tale progetto di studio si pone gli obiettivi di:

  • indagare la qualità della lettura nei soggetti con comorbidità tra balbuzie e dislessia, con particolare riguardo alle possibili modificazioni delle disfluenze durante la lettura;

  • definire strumenti di valutazione più idonei per la rilevazione dei parametri di lettura nei soggetti con balbuzie;

  • rilevare possibili indicatori clinici di una difficoltà specifica di lettura nei bambini con balbuzie in età scolare.

Il campione selezionato comprende 32 bambini dai 9,2 agli 11,3 anni d’età che hanno seguito un trattamento di riabilitazione per balbuzie o dislessia.

Disturbo specifico di lettura e componente lessicale: studio sugli effetti del training lessicale nella dislessia evolutiva

Autore: Claudia D’Amato

Relatore: Prof. Eleonora Pasqua

Università: Università di Roma Sapienza

Anno Accademico: 2016/2017

Numerose ricerche sostengono come il disturbo di lettura sia dovuto a un rallentamento o arresto della via lessicale, l’unica via che può dare al bambino la possibilità di sviluppare un adeguato lessico ortografico, inteso come il vocabolario visivo delle parole che permette una lettura globale degli stimoli, favorendo, in questo modo, una decodifica più fluente e un accesso diretto al significato di quanto letto.

Il trattamento lessicale è un programma di intervento volto al potenziamento dell’abilità di lettura basata sul lessico, ponendo particolare attenzione alla selezione e alla progressione del materiale linguistico da sottoporre al bambino.

La presente sperimentazione propone a un gruppo di 15 soggetti dislessici, di età compresa tra gli 8,7 e gli 11,3 anni un training lessicale in modalità tachistoscopica, con stimoli tarati su base psicolinguistica, e di studiarne gli effetti rispetto ai diversi profili funzionali presi in considerazione.

Dislessia ed Alta Leggibilità: Studio sugli effetti del font nella codifica del testo scritto

Autore: Carmen Ferraiuolo

Relatore: Prof. Eleonora Pasqua

Università: Università di Roma Sapienza

Anno Accademico: 2016/2017

secondo alcuni studi, poiché la lettura prevede la decodifica fonologica di una stringa di simboli visivi arbitrari, la Dislessia Evolutiva potrebbe essere causata oltre che da fattori di natura uditiva-fonologica anche da fattori visuo-percettivi. Le alterazioni oculo-motori dei dislessici durante la lettura sono: maggior numero e durata delle fissazioni; maggior numero di saccadi forward, ma con minore ampiezza; aumento del numero di saccadi backward e riscontro del cosiddetto “effetto crowding” che causa visione confusa e riconoscimento distorto delle lettere o dei simboli. Atri studi sostengono che i processi cognitivi implicati nella lettura si differenziano in base a strutture di complessità diversa, a partire proprio dalle caratteristiche grafiche di cui è costituita una lettera; per cui gli studi attuali sembrano confermare la possibilità di poter migliorare in termini di accuratezza e rapidità, il processo di lettura nei dislessici, intervenendo su specifici parametri quali la spaziatura, forma e dimensione delle lettere.

La presente ricerca sperimentale studia gli effetti dell’alta leggibilità nei processi di decodifica della lettura e in particolare per indagare la correlazione tra le caratteristiche del font Bianconero e i processi di decodifica nei soggetti dislessici. Lo studio è stato condotto su un campione complessivo di 20 bambini con diagnosi di Dislessia Evolutiva di età compresa tra gli 8 e i 12 anni.

La balbuzie ai giorni nostri: un’app per favorire il processo di generalizzazione

Autore: Simona Mastidoro

Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli

Università: Università di Roma Tor Vergata

Anno Accademico: 2016/2017

Un aspetto complesso della terapia sulla balbuzie è aiutare il paziente a generalizzare le strategie apprese in terapia nella vita di tutti i giorni, quando è noto che la generalizzazione determina il successo terapeutico. Sono infatti diverse le difficoltà insite nel processo di generalizzazione, l’età (della preadolescenza, dell’adolescenza, e adulta) e la severità del disturbo (degli aspetti covert) in particolar modo.

Obiettivo della presente tesi è Individuare uno strumento che possa favorire il processo di generalizzazione delle strategie apprese nel contesto clinico, così da promuovere l’autonomia della persona nella vita quotidiana e, dunque anche, l’efficacia del trattamento. Il campione analizzato prevede 110 soggetti che balbettano, maschi (64%) e femmine (36%), di età compresa tra i 9 e i 19 anni.

L’opinione dei genitori italiani sulla balbuzie: ASE come nuovo strumento di indagine

Autore: Floriana Pignone 

Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli

Università: Università di Roma Sapienza

Anno Accademico: 2016/2017

secondo vari studi l’attitudine negativa e lo stile comunicativo dei genitori possono influire sull’evoluzione del disturbo balbuzie nel figlio.

L’obiettivo della presente tesi è quello di testare una versione italiana di un questionario di auto valutazione come l’ “Appraisal of the Stuttering Environment” (ASE) e valutare la validità e l’affidabilità di questo questionario in Italia in modo tale da mettere a disposizione dei professionisti italiani un nuovo strumento per rilevare l’opinione dei genitori sulla balbuzie dei figli. Il campione studiato comprende 54 genitori con figli che balbettano, per il 79% residenti a Roma e lavoratori per il 77%.

Public speaking e balbuzie: come migliorare l’efficacia comunicativa in un gruppo di soggetti adolescenti attraverso la realizzazione di un talk show

Autore: Ilaria Marinelli

Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli

Università: Università di Roma Sapienza

Anno Accademico: 2016/2017

Secondo diversi studi la balbuzie può inibire ed ostacolare il successo scolastico dei soggetti che ne sono affetti, soprattutto nelle interrogazioni orali, nei lavori di gruppo e nella lettura ad alta voce. È noto inoltre come la balbuzie possa inibire ed ostacolare il successo scolastico dei soggetti che ne sono affetti, soprattutto nelle interrogazioni orali, nei lavori di gruppo e nella lettura ad alta voce.

L’obiettivo della seguente tesi è quello di verificare come un training sul public speaking e un potenziamento delle abilità comunicative migliorerebbero sia lo stereotipo sulla persona che balbetta nell’ ascoltatore sia la qualità delle interazioni sociali per i soggetti balbuzienti. In particolar modo lo studio indaga l’efficacia del trattamento con public speaking sulla gestione delle situazioni di verbalizzazione caratterizzate da pressione temporale.

L’indagine ha coinvolto un campione sperimentale e un campione di controllo contenenti entrambi 8 soggetti balbuzienti in un età compresa tra i 15 e i 21 anni.

Autonomie di base e Disturbo della Cooridnazione Motoria: interventi neuropsicomotori a confronto

Autore: Camilla Pampana

Relatore: Prof.ssa Stefania Cortese

Correlatore: Dott.ssa Valentina Grassi

Università: Università di Roma La Sapienza

Anno Accademico: 2016/2017

Le ricerche internazionali degli ultimi anni hanno puntato i riflettori sull’incidenza delle competenze motorie nello sviluppo delle autonomie personali in età evolutiva, in particolare nei bambini con Disturbo della Coordinazione Motoria. In Italia i pochi studi di settore hanno contribuito ad ampliare il bagaglio testologico fino all’età prescolare , mentre poca attenzione è rivolta alle fasce d’età successive.

Il lavoro di tesi si propone un duplice obiettivo: stilare un profilo delle competenze prassiche strettamente legate alle autonomie quotidiane ed osservare l’efficacia di due diverse proposte d’intervento neuropsicomotorio, uno rivolto all’apprendimento di compiti domino-specifici, l’altro rivolto all’abilitazione delle competenze trasversali necessarie al raggiungimento delle abilità motorio-prassiche.

Il campione è costituito da 4 bambini di età compresa tra 5 e 8 anni con diagnosi di Disturbo della Coordinazione Motoria, suddivisi in un gruppo sperimentale e in uno di controllo di 2 bambini ciascuno.

Promuovere l’incremento della lunghezza media dell’enunciato nel trattamento della balbuzie: il doppiaggio di un telefilm come strumento riabilitativo per il preadolescente che balbetta

Autore: Francesca Bianchi

Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli

Università: Università di Roma Sapienza

Anno Accademico: 2015/2016

Secondo vari studi le persone che balbettano producono enunciati più brevi (meno sillabe in un dato arco temporale). Ne consegue la necessità di trovare un training specifico per incrementare la lunghezza media dell’enunciato nel soggetti che balbettano.

L’efficacia del doppiaggio come strumento terapeutico è stata già dimostrata su campioni di bambini e adulti balbuzienti. Esso richiede al paziente di rispettare i tempi di attacco verbale e di parlare sincronizzato con le labbra dell’attore sullo schermo, si è rilevato quindi un valido ausilio per condurre il paziente disfluente all’acquisizione di strategie di management degli aspetti temporali che contraddistinguono gli scambi comunicativi

L’obiettivo della presente tesi è quello di verificare l’efficacia di uno strumento come il doppiaggio nel promuovere l’aumento del numero di sillabe prodotte in un dato tempo in un campione di soggetti balbuzienti preadolescenti.

L’indagine è stata prodotta su un campione di 10 preadolescenti (9 maschi e una femmina) dai 7 ai 13 anni.

La comorbidità tra balbuzie e deglutizione deviata: epidemiologia e riflessioni cliniche

Autore: Roberta D’Alessio

Relatore: Prof. Giovanni Ruoppolo

Università: Università di Roma Sapienza

Anno Accademico: 2015/2016

La Balbuzie presenta un’elevata comorbidità con numerose patologie dello sviluppo in età evolutiva; la maggior parte degli studi hanno, tuttavia, indagato soprattutto il legame tra Balbuzie e Linguaggio.

L’obiettivo di questa tesi è quello di studiare la comorbidità tra balbuzie e deglutizione deviata al fine di:

  • indagare la percentuale di comorbidità tra deglutizione deviata e balbuzie;

  • rilevare possibili indicatori clinici di una deglutizione deviata nei bambini con balbuzie.

L’indagine si è svolta su un campione di 11 soggetti (5 femmine e 6 maschi) balbuzienti dai 6 ai 9 anni che presentavano tutte le possibilità qualitative di balbuzie: 3 con b. da ripetizioni; 4 con b. da blocchi; 4 con b. mista.

Il laboratorio di gioco – training sull’efficacia del gioco voila’ in un gruppo di bambini prescolari che balbettano

Autore: Sara Santangelo

Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli

Università: Università di Roma Tor Vergata

Anno Accademico: 2015/2016

In età evolutiva è opportuno prestare attenzione, non solo alla modificazione diretta degli aspetti sintomatologici del disturbo, ma anche alle più generali abilità comunicative del paziente e agli atteggiamenti messi in atto dal bambino stesso. Perciò è opportuno non solo intervenire sul bambino ma anche sulle modalità di interazione che esso instaura con il contesto familiare, ambientale e scolastico nel quale è quotidianamente inserito. Le difficoltà che spesso si incontrano in un bambino balbuziente in età prescolare spesso riguardano l’attitudine comunicativa e il vissuto connesso alla sintomatologia disfluente.

Con questi presupposti è stato elaborato negli anni un programma di intervento indiretto (rispetto alla fluenza verbale), integrato, multidisciplinare e multidimensionale dal gruppo di ricerca del CRC Balbuzie di Roma.

L’obiettivo primario del programma “Play!” è quello di fornire ai bambini balbuzienti, di età compresa fra i 3 e i 6 anni, la possibilità di vivere un’esperienza comunicativa all’interno di un clima sereno e divertente in cui possano esprimere le proprie esigenze ed emozioni in totale libertà. Tale esperienza fornisce al bambino un modello efficace per riuscire a far fronte ai momenti di disagio connessi alla balbuzie utilizzandolo successivamente anche nel rapporto con gli altri. Gli strumenti terapeutici principali utilizzati sono la favola e il gioco i quali consentono al bambino di fare esperienza di comportamenti e di comunicazione assertiva. Il logopedista propone alcuni esercizi che consentano di lavorare sui tratti orali della comunicazione, sulla concordanza tra i vari registri, sugli elementi non verbali della comunicazione e, infine, sugli elementi che rafforzano la relazione comunicativa. Il trattamento logopedico viene integrato con attività neuropsicomotorie per la corretta gestione della respirazione; l’acquisizione di una maggiore consapevolezza corporea; il miglioramento della percezione dello schema corporeo; il miglioramento del senso del ritmo finalizzate all’aumento dell’integrazione spazio-temporale; il riconoscimento delle proprie emozioni e la comprensione di quelle altrui; l’acquisizione di competenze non verbali. In seguito sono previsti degli incontri di counseling genitoriale con i singoli genitori dei bambini balbuzienti, al fine di sostenere la famiglia nell’interazione con il figlio e la sua balbuzie.

Disturbo dello spettro autistico, difficoltà di coordinazione motoria e autonomie personali nel trattamento neuro e psicomotorio

Autore: Angela Calò

Relatore: Prof.ssa Stefania Cortese

Correlatore: Valeria Zili

Università: Università di Roma La Sapienza

Anno Accademico: 2015/2016

Negli ultimi anni, la ricerca si è interessata allo studio degli aspetti prassici e delle abilità di autonomia personale, come elementi fondamentali per lo sviluppo dell’individuo e per il suo adattamento efficace alla vita sociale. Nell’autismo il raggiungimento della capacità di essere autonomi risulta difficoltoso. Si evidenzia una compromissione degli aspetti di coordinazione motoria, di pianificazione e di organizzazione delle attività finalizzate al raggiungimento di uno scopo (prassie), oltre che deficit a livello imitativo, comunicativo, cognitivo e sociale. Tali fragilità rendono difficoltoso il raggiungimento di un buon livello di autonomia personale.

Il lavoro di tesi ha l’obiettivo di evidenziare la correlazione fra un intervento precoce sulle abilità motorio-prassiche, all’interno di un percorso di terapia psicomotoria, e il miglioramento di tali competenze e di quelle legate alle autonomie personali. L’indagine ha previsto un gruppo sperimentale di 3 soggetti di 4 anni con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico e basso funzionamento cognitivo.

APCM e Disturbi del Neurosviluppo: l’utilizzo del protocollo per la formulazione del piano d’intervento neuropsicomotorio

Autore: Chiara Montarani

Relatore: Prof.ssa Stefania Cortese

Correlatore: Dott.ssa Alessandra Gabrielli

Università: Università di Roma La Sapienza

Anno Accademico: 2015/2016

Sono numerosi gli studi che riportano la frequente correlazione fra Disturbi del Neurosviluppo e difficoltà nell’area motoria. È sempre più oggetto di discussione come non sia necessaria solo una diagnosi precoce che inquadri la patologia del bambino, ma anche la formulazione di un piano d’intervento personalizzato, affinché si possa favorire un miglioramento della qualità della vita dei pazienti.

L’obiettivo della tesi è l’osservazione dell’efficacia dell’utilizzo di test strutturati e standardizzati per la pianificazione di programmi d’intervento tempestivi ed altamente individualizzati , in soggetti con Disturbi del Neurosviluppo, che abbiano difficoltà di coordinazione motoria.

Il lavoro si è proposto di testare l’utilizzo del Protocollo per la valutazione delle abilità prassiche e della coordinazione motoria APCM per inquadrare le specifiche criticità nell’area senso-percettivo-motoria e, successivamente, per formulare un piano d’intervento individualizzato.

L’indagine ha previsto un campione di 4 bambini con età compresa fra i 3 e 4 anni e con diagnosi d’attesa di Ritardo Psicomotorio, sospetta Disabilità Intellettiva e/o Disturbo dello Spettro Autistico, e con difficoltà di coordinazione motoria. I soggetti sono stati ripartiti in un gruppo sperimentale ed uno di controllo.

Feuerstein e musicoterapia Benenzon: strumenti a confronto per l’espressività emotiva nei bambini con Disabilità Intellettiva Lieve

Autore: Federica De Angelis

Relatore: Prof.ssa Stefania Cortese

Correlatore: Dott.re Mario Di Trani

Università: Università di Roma La Sapienza

Anno Accademico: 2015/2016

La disabilità intellettiva è un disturbo che include deficit intellettivi ed adattivi negli ambiti della concettualizzazione, della socializzazione e delle capacità pratiche. Le difficoltà comunicative e cognitive di questi pazienti hanno una ripercussione anche sull’area affettiva e relazionale. È per questo che il trattamento non dovrebbe prendere in considerazione solo il funzionamento intellettivo, ma anche una serie di altri aspetti, come i problemi emotivi, le caratteristiche della personalità e la capacità di riconoscere ed esprimere le emozioni. La musicoterapia può, infatti, svolgere un ruolo significativo nel raggiungimento degli obiettivi della riabilitazione psicosociale, fra cui il miglioramento del livello di funzionamento sociale e interpersonale e l’acquisizione progressiva di autonomia.

Lo studio si pone come obiettivo il confronto fra due metodiche: il Programma di Arricchimento Strumentale R. Feuerstein e la Musicoterapia Attiva modello Benenzon. L’idea nasce dalla convinzione che che l’esperienza musico-corporo-sonora del metodo Benenzon sia occasione di grande apprendimento per il bambino con Disabilità Intellettiva e che, in un’ottica futura, un intervento che preveda la combinazione delle due metodiche possa portare a risultati ancora migliori.

Il campione è costituito da 8 bambini di età compresa fra i 6 e gli 8 anni con diagnosi di Disabilità Intellettiva Lieve, suddivisi in un gruppo sperimentale ed uno di controllo di 4 pazienti ciascuno.

La rappresentazione mentale come guida al movimento: intervento specifico su scritture disgrafiche

Autore: Roberta Di Nunzio

Relatore: Prof.ssa Maria Teresa Giannini

Correlatore: Dott.ssa Michela Battisti

Università: Università di Roma La Sapienza

Anno Accademico: 2015/2016

La scrittura è un’abilità complessa che richiede numerose competenze preliminari. I disturbi di scrittura manuale potrebbero derivare da problematiche rilevabili in aree diverse: difficoltà nella pianificazione e programmazione motoria, nelle abilità visuo-percettive, visuo-spaziali, propriocettive e cinestetiche, nelle competenze finemotorie e di integrazione visuo-motoria. Dopo un attento studio dei diversi approcci metodologici già esistenti, abbiamo ipotizzato che fosse indispensabile un lavoro preliminare sulla memorizzazione della forma allografica e del movimento che ne è associato.

L’obiettivo dello studio è il confronto fra un trattamento riabilitativo, da noi ideato, che mira a sviluppare la rappresentazione mentale come guida al movimento, con il modello aperto de “Il corsivo dalla A alla Z”. I risultati mettono in luce l’importanza di una stimolazione propriocettiva, all’interno di un progetto riabilitativo integrato per il recupero delle difficoltà grafomotorie.

Il campione coinvolto nello studio è costituito da 4 bambini con diagnosi di Disgrafia di età compresa tra i 7 e i 9 anni, suddivisi in un gruppo sperimentale e uno di controllo.

L’efficacia della web radio come terapia arte-mediata nel trattamento della balbuzie

Autore: Luca De Caprio

Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli

Università: Università di Roma Tor Vergata

Anno Accademico: 2014/2015

Diversi studi hanno sottolineato che un trattamento sulla balbuzie risulta efficace se i risultati ottenuti vengono mantenuti nel tempo. La difficoltà di mantenere i risultati sembrerebbe associata a due aspetti: livello di severità del disturbo ed età del paziente al momento della terapia.

Nella fase di mantenimento l’obiettivo primario è quello di favorire nel soggetto l’uso autonomo delle strategie e delle tecniche apprese. Lo studio ha avuto l’obiettivo di verificare gli effetti di un’integrazione fra la fase del mantenimento e un’esperienza arte-mediata di conduzione radiofonica, la quale permette: di esercitare le abilità comunicative, soprattutto il canale verbale; di esercitarsi sull’attacco verbale dovendo rispettare l’INTRO; di stimolare l’esposizione personale, la gestione della pressione temporale e il problem solving.

L’indagine ha previsto un gruppo sperimentale di 10 soggetti dai 15 ai 19 anni ad alta severità del disturbo, confrontati con un gruppo di controllo.

La comunicazione efficace nei bambini che balbettano: conduzione di un TG per diventare Anchorman

Autore: Ilaria Luongo

Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli

Università: Università di Roma Sapienza

Anno Accademico: 2014/2015

Numerose ricerche dimostrano come la comunicazione sia compromessa nei soggetti balbuzienti e come la messa in atto di comportamenti da parte della persona che balbetta può compromettere lo scambio verbale con l’interlocutore.

L’obiettivo della presente tesi è verificare l’efficacia che un percorso logopedico, integrato con un training specifico sulla comunicazione efficace, può avere sulla balbuzie.

Il training scelto si basa sul telegiornale per la possibilità che dà al soggetto di sperimentare il ruolo di un Anchorman, il quale deve avere la capacità di lanciare la notizia giornalistica in un tempo molto ristretto (utilizzando le tecniche e le strategie apprese in terapia ma in un contesto caratterizzato da una forte pressione temporale).

L’indagine si è avvalsa di un campione di 6 bambini balbuzienti (3 maschi e 3 femmine) di età compresa fra i 7 e i 9 anni.

Disturbo della coordinazione motoria e disegno: un training sperimentale di consapevolezza corporea per il potenziamento delle abilità grafomotorie

Autore: Chiara Bellini

Relatore: Prof.ssa Stefania Cortese

Correlatore: Dott.ssa Serena Tedeschi

Anno Accademico: 2014/2015

Università: Sapienza Università di Roma

Nei bambini in età prescolare che presentano un ritardo complessivo dello sviluppo psicomotorio, e successivamente un Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione Motoria, è spesso possibile individuare un’immaturità delle abilità grafico-rappresentative.

Partendo dalle basi di numerosi studi scientifici, il lavoro si propone di confermare la stretta relazione che intercorre tra esperienza corporea e abilità grafico-rappresentative, osservando la variazione indiretta dello sviluppo di quest’ultime a seguito di un intervento basato sull’esperienza, la consapevolezza e la coordinazione corporea, dapprima nello spazio circostante e poi nello spazio grafico.

In particolare, dal confronto dei risultati raggiunti da due campioni clinici, di cui uno (Gruppo Sperimentale) sottoposto ad un protocollo esperienziale di esercizi graduali corporei che arrivassero a lavorare indirettamente sulle abilità grafico-rappresentative, il lavoro ha confermato la presenza di una variazione del profilo pre e post trattamento.

Visione e Disgrafia: il ruolo di un training visivo in scritture disgrafiche

Autore: Marta Di Tella

Relatore: Prof.ssa Stefania Cortese

Correlatore: Dott.ssa Michela Battisti

Università: Università di Roma La Sapienza

Anno Accademico: 2014/2015

Diversi studi hanno dimostrato che bambini con difficoltà specifiche di apprendimento sono più propensi a sviluppare anomalie della funzione visiva rispetto ai loro coetanei e che la funzione visiva riveste un ruolo di primaria importanza nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Nello specifico è importante sottolineare come anche la scrittura necessiti di un continuo feedbak visivo, che è possibile solo grazie a funzioni visuo-percettivo-motorie adeguate. Lo studio ha l’obiettivo di analizzare se e quanto un intervento neuro e psicomotorio di riabilitazione della scrittura in soggetti disgrafici che presentano difficoltà nelle funzioni visuo percettivo motorie, possa dare maggiori risultati se integrato con un visual training mirato. Ci siamo inoltre posti l’obiettivo di fornire agli esperti del settore alcuni spunti di riflessione circa la necessità di considerare sempre di più, nell’iter valutativo e riabilitativo delle difficoltà di scrittura, le funzioni visuo-percettivo-motorie. L’indagine ha previsto un gruppo sperimentale di 3 soggetti (maschi) di età compresa fra i 9 e i 10 anni, confrontati con un gruppo di controllo.

Il disturbo dello sviluppo della coordinazione motoria e le arti circensi: uno studio sperimentale

Autore: Alice Comelli

Relatore: Prof.ssa Stefania Cortese

Correlatore: Dott.ssa Valentina Grassi

Università: Università di Roma La Sapienza

Anno Accademico: 2014/2015

Un percorso ludico circense si basa sulla fiducia e sulla cooperazione tra allievo ed educatore. Forte è il legame fra il circo e l’autonomia, la libertà, la creatività, la cooperazione e l’autostima, principi fondamentali per lo sviluppo fisico, emotivo e sociale della persona. La forte predisposizione di queste discipline per l’applicazione educativa è la base dei numerosi esempi di integrazione tra le arti circensi e il mondo riabilitativo-terapeutico.

L’obiettivo del lavoro di tesi è quello di indagare le possibilità di interconnessione tra la clinica e le arti circensi, introducendo strumenti e metodi appartenenti al mondo ludico del circo, come equilibrismo, giocoleria, acrobatica a terra e clownerie, all’interno di un setting neuro-psicomotorio. Lo studio sperimentale si propone di indagare la presenza di miglioramento nel profilo motorio in bambini con Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione coinvolti in un laboratorio di neuropsicomotricità integrata alle arti circensi.

L’indagine ha previsto un campione di 14 soggetti con diagnosi di Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione Motoria di età compresa fra i 6 e i 10 anni, suddivisi in un gruppo sperimentale e uno di controllo di 7 pazienti ciascuno. Il confronto ha individuato negli appartenenti al primo gruppo una variazione positiva delle prestazioni motorie, degli aspetti grafico-rappresentativi e del piacere motorio, con incremento della motivazione e propositività nei confronti dell’attività motoria.

Emozioni e comprensione sociale nell’autismo. Un training sperimentale di potenziamento attraverso l’uso del metodo Feuerstein

Autore: Giuliana Geusa

Relatore: Prof.ssa Stefania Cortese

Correlatore: Dott.ssa Teresa Cocucci

Università: Università di Roma La Sapienza

Anno Accademico: 2014/2015

Nelle persone con Disturbo dello Spettro Autistico si riscontra la mancanza d’attenzione implicita a stimoli socialmente rilevanti, quali ad esempio volti e voci umane, e difficoltà nella comprensione ed espressione delle emozioni. Il training sperimentale si è riproposto di verificare se l’utilizzo di due strumenti del programma Feuerstein: Identificare le emozioni e Dall’empatia all’azione potesse sostenere il potenziamento delle abilità di rispecchiamento empatico e di comprensione sociale in bambini con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico, attraverso un training strutturato di 3 mesi.

Il confronto dei risultati raggiunti dai bambini del Gruppo Sperimentale e del Gruppo di Controllo ha permesso non solo di individuare la presenza di un cambiamento nei profili dei bambini sottoposti a training, ma di individuare punti di forza e debolezza dello Strumento Feuerstein nel potenziamento delle abilità cognitive in pazienti con Disturbo dello Spettro Autistico.