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Moovy: un gioco da tavola per lavorare sulla morfosintassi

Moovy, ultimo progetto nato nella famiglia di i3lab, spin-off del Politecnico di Milano, è uno strumento divertente ed efficace di supporto all’apprendimento della morfosintassi.

La scorsa settimana è venuta a trovarci Eleonora Beccaluva, dottoranda presso il Politecnico di Milano e Università degli studi di Milano-Bicocca, e nostro referente per quel che riguarda l’implementazione di progetti sviluppati in collaborazione i3lab, spin-off del Politecnico di Milano, nostro partner dal 2016.

I3lab mira a promuovere lo sviluppo sociale, emotivo e intellettivo dei bambini con bisogni educativi speciali. Lo fa attraverso tecnologie interattive e innovativi, avvalendosi delle competenze di un team multidisciplinare afferente ad aree – solo in apparenza distanti – quali psicologia, linguistica, logopedia, ingegneria informatica e design.

L’ultimo progetto nato dalla fucina di I3lab è Moovy: la grammatica nelle tue mani, di cui la scorsa settimana, proprio al CRC, si è conclusa la prima fase di sperimentazione.

MOOVY: cos’è e come funziona

Moovy è un vero e proprio gioco da tavola volto a promuovere nei bambini dai 4 ai 13 anni e nei giovani adulti con disturbi del linguaggio e difficoltà cognitive, la comprensione di alcune strutture morfosintattiche come i pronomi clitici e le frasi passive. Moovy – composto da una plancia, una board interattiva, 36 carte – è uno strumento di terapia che consente al clinico, mediante un’app e un tablet, di orientare l’attività in modo che sia funzionale al raggiungimento degli obiettivi previsti per il bambino/ragazzo dal proprio piano di trattamento.

Le strutture morfosintattiche prese in analisi da Moovy presentano tutte un movimento argomentale, ossia lo spostamento di un argomento del verbo (soggetto/complemento) verso la periferia sinistra della frase (es. nella frase “Prima il nonno sposta l’orologio, poi lo sposta il bambino” l’orologio, prima si trova a destra del verbo, dopo – sostituito dal pronome clitico “lo”– a sinistra).

Per facilitare la comprensione di questo passaggio di natura mentale, il team di I3lab ha pensato di renderlo tangibile, facendo in modo che fosse il bambino/giovane adulto stesso, attraverso un movimento fisico, a spostare gli argomenti – sotto forma di carte – sulla plancia a seconda di dove questi comparivano all’interno della frase.

Moovy è ancora in fase di sperimentazione, ma sarà presto disponibile per supportare il clinico e il bambino/ragazzo nel lavoro sulla morfosintassi.

Come tutti i progetti implementati in collaborazione del Politecnico di Milano (Magic Room, tecnologia integrata di visore e braccialetto dotato di biosensori), Moovy è la dimostrazione di quanto la tecnologia possa costituire una risorsa in ambito clinico, agendo positivamente sia sull’efficacia terapeutica che sulla motivazione del paziente.

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Linee Guida nazionali per la Teleriabilitazione

Il CRC è tra gli attori e autori delle “Indicazioni nazionali  per l’erogazione di prestazioni e servizi di teleriabilitazione da parte delle professioni sanitarie”, redatte su impulso del Ministero della Salute. 

La pandemia da COVID-19 ha modificato inesorabilmente le nostre abitudini di vita.

Uno dei settori ad aver subito maggiori limitazioni è stato quello legato alla riabilitazione. La difficoltà di accedere ai trattamenti, infatti, ha comportato notevoli ritardi nella presa in carico di nuovi pazienti, uniti al pregiudizio, in molti casi, dell’esito di trattamenti già avviati.

La brusca interruzione dell’operato di tale settore avrebbe ostacolato, dunque, per un cospicuo lasso di tempo, diagnosi precoce e intervento tempestivo, entrambe ritenute, dalle più recenti evidenze scientifiche, azioni cruciali per il miglioramento della qualità di vita dei bambini affetti da Disturbi del Neurosviluppo e delle loro famiglie. 

Ciò ha evidenziato la necessità e l’urgenza – condivisa dal Ministero della Salute e dalle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano – di fornire indicazioni uniformi sull’intero territorio nazionale per l’erogazione delle prestazioni a distanza, estendendo e riconoscendo la pratica medica e assistenziale oltre gli spazi fisici deputati all’erogazione in forma tradizionale di numerose prestazioni sanitarie. 

L’Accordo per le linee guida

A questo scopo, è stato redatto un documento che regolamentasse, a livello nazionale, l’attività di riabilitazione a distanza a cura gruppo di lavoro Telemedicina della Cabina di Regia NSIS (Nuovo Sistema Informativo Sanitario), sulla base di una proposta avanzata dal Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali in collaborazione con il Gruppo di consensus nazionale sulla teleriabilitazione e la teleassistenza e con il supporto della Segreteria Scientifica della Presidenza dell’Istituto Superiore di Sanità.

Tra i fautori dell’Accordo sulle “Indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni e servizi di teleriabilitazione da parte delle professioni sanitarie” vi è il CRC che, insieme ad altre strutture e associazioni, tra i principali attori del panorama clinico nazionale con esperienza nell’ambito della riabilitazione a distanza, ha dato il suo contributo nel Gruppo di Consensus. 

La proposta di Accordo è stata presentata lo scorso 18 novembre 2021, durante la Conferenza Stato Regioni ed è in attesa di approvazione. 

Obiettivo del documento è quello di favorire, in ciascuna regione, l’implementazione di percorsi di presa in carico a distanza, secondo modelli organizzativi e metodologie uniformi e condivise dalle realtà parte della consensus che, attraverso periodiche sedute di confronto, hanno messo a disposizione la propria expertise, affinata nelle fasi più critiche dello scenario emergenziale. 

L’esperienza DEL CRC nel campo della teleriabilitazione

Il CRC, sin dalla proclamazione del primo lockdown, mettendo a frutto la propria esperienza – il nostro Polo Apprendimento già prevedeva la modalità a distanza all’interno di alcuni progetti terapeutici – e le esperienza maturate da altre realtà a livello mondiale, ha messo a punto la propria offerta, garantendo la continuità terapeutica alla maggior parte dei bambini in carico presso il CRC. Tutta l’attività è stata spostata online, con la dovuta riorganizzazione dei servizi, e i colleghi sono stati gradatamente formati all’utilizzo di questa modalità, in Italia, ancora poco diffusa. 

Il CRC si è preoccupato poi, già a giugno 2020, di diffondere le conoscenze acquisite nei mesi precedenti, attraverso l’organizzazione di una web-conference gratuita che ha diffuso in Italia le buone prassi messe a punto dalle nostre équipe e dai colleghi stranieri, esperti nella riabilitazione a distanza delle diverse patologie che interessano il Neurosviluppo. La web conference ha avuto un grande successo, raggiungendo picchi di 800 persone collegate contemporaneamente. 

Tra il 2020 e il 2021, il Centro ha portato, per la prima volta in Italia, l’unico corso riconosciuto dall’American Speech-Language-Hearing Association (ASHA) sulla Riabilitazione a distanza, curato dal Waldo County General Hospital del Maine. Il corso ha rilasciato a più di 50 logopedisti un certificato di competenza dell’utilizzo della telepratica.   

PROSPETTIVE FUTURE

Ad oggi, che ci siamo lasciati alle spalle la fase acuta della pandemia, il Centro continua ad utilizzare la riabilitazione a distanza, integrandola con la tradizionale modalità in presenza, a seconda delle esigenze del bambino e della famiglia, e su indicazione del medico responsabile di progetto. 

La riabilitazione a distanza costituisce, ad oggi, una possibilità in più per lo specialista e per il bambino e la famiglia che possono usufruire di modelli organizzativi integrati, utili all’attività di prevenzione e promozione della salute e all’ottimizzazione dei percorsi di presa in carico. 

IG: @crc_centroricercacura

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Settimana Nazionale della Dislessia 2021

In occasione della Settimana Nazionale della Dislessia, dal 4 al 10 ottobre 2021, il CRC ha pensato una serie di appuntamenti rivolti alle famiglie.

Ogni giorno, gli specialisti del Polo Apprendimento del Centro saranno online, in diretta o attraverso videoregistrazioni, per approfondire specifiche aree tematiche legate al Disturbo.

Abbiamo riservato, nel corso della settimana, alcuni spazi alle testimonianze dei nostri ragazzi che ci racconteranno la dislessia dal loro punto di vista.

Per conoscere le date dei vari appuntamenti, potrete scaricare qui la locandina dell’evento; mentre per prenotare il vostro posto al laboratorio esperienziale sugli strumenti compensativi del 7 ottobre, scriveteci all’indirizzo comunicazione@crc-balbuzie.it.

 

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Il CRC premiato all’AIRIPA Web-Conference 2021: presentati oltre 10 progetti di ricerca

Lo scorso 25 settembre 2021, si è concluso il XXIX Congresso Nazionale AIRIPA che anche per quest’anno si è tenuto online.

Il Congresso Nazionale AIRIPA

Dal 1992, il Convengo, di cui il Cesare Cornoldi, prof. emerito dell’Università degli Studi di Padova, è il presidente scientifico, affronta i temi più significativi e attuali relativamente ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Con il passare degli anni, il campo d’interesse di AIRIPA si è ampliato, andando ad affrontare – nell’ambito di simposi, tavole rotonde, a cura di di relatori dall’altissimo profilo scientifico – tutti i disturbi del Neurosviluppo.

Il CRC all’AIRIPA

Anche quest’anno, all’AIRIPA, era presente il CRC, con oltre 10 progetti che i nostri specialisti stanno portando avanti, anche in collaborazione con realtà nostre partner, come il Politecnico di Milano e LuxAI, società scientifica internazionale pioniera nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale al servizio di bambini con Disturbo del Neurosviluppo. 

Molti lavori illustravano progetti che il Centro sta portando avanti con l’ausilio della tecnologia, sfruttando i tanti tool che il Polo Tecnologico del CRC mette a disposizione delle famiglie: robot – umanoidi non non – una stanza multisensoriale, applicazioni, visori per la realtà aumentata.

Molti colleghi si sono, invece, concentrati sulla riabilitazione a distanza, sulla sua efficacia e sugli effetti che produce non solo sul bambino, diretto interessato delle cure, ma anche sui genitori di cui sono stati monitorati i livelli di autoefficacia e stress. 

Uno studio ha approfondito il tema del teacher training nell’epoca della “scuola a distanza” nel periodo di emergenza sanitaria, mentre un altro ha sottolineato come sia importante per un bambino affetto da ASD imparare a comprendere e rispondere a commenti ironici. 

L’app Letssay riceve il primo premio nella categoria “Teleriabilitazione in età evolutiva”

Tra i tanti lavori, quello presentato dalla dott.ssa Francesca Bianchi ha ricevuto il primo premio nella categoria “Teleriabilitazione in età evolutiva”.

“Letssay: proposta di uno strumento digitale per la valutazione e il trattamento in bambini con disturbo del linguaggio ricettivo” illustrava un progetto di ricerca che il CRC ha condotto in collaborazione con il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano

Letssay è un’app ideata dagli ingegneri dell’Ateneo meneghino per la riabilitazione della comprensione morfosintattica in bambini con Disturbo di Linguaggio e Disturbo dello Spettro Autistico di età compresa tra i 3 e i 13 anni. 

L’applicazione, caricata su piattaforma web e accessibile tramite PC, tablet e smartphone, prevede attività che possono essere svolte dal bambino, sia in presenza che da remoto, durante le sedute di teleriabilitazione.

Le attività, con diversi livelli di difficoltà, sono tutte inserite all’interno di una cornice narrativa; lo storytelling , infatti, risulta essere il mezzo più ecologico per rafforzare abilità linguistiche in bambini con difficoltà comunicative, che sentendosi coinvolti nelle avventure del personaggio, risultano più motivati ad effettuare il compito.  

La sperimentazione, condotta assieme al Besta di Milano e all’Ass. La nostra famiglia, ha evidenziato la grande innovatività del progetto (Letssay è la prima app interamente dedicata alla morfosintassi!) e le potenzialità di sviluppo ulteriore, cui il CRC, inutile dirlo, sta già lavorando. 

 

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Stutter Zack: un fumetto per promuovere il cambiamento

Da oggi, 6 settembre 2021, è disponibile in libreria e sul sito della Erickson il primo graphic novel riguardante la tematica della balbuzie edito dalla casa editrice, a cura dalla prof.ssa Donatella Tomaiuoli e il suo staff del Polo Balbuzie.

Balbuzie in Adolescenza è uno strumento pensato per promuovere e diffondere un’idea corretta della balbuzie in età adolescenziale ed è articolato in due volumi: un fumetto a colori e un manuale, contenente informazioni teoriche, metodologiche e indicazioni strategiche.

La storia raccontata e illustrata nel fumetto è quella di un adolescente che, sollecitato dalla famiglia, inizia un percorso di terapia. L’approccio proposto è improntato al programma d’intervento seguito al CRC, il MIDA-SP, che considera la multidimensionalità del disturbo, l’individualità della persona, integrando la terapia logopedica con l’utilizzo di attività arti-mediate.

Stutter Zack, un fumetto per il cambiamento

Balbuzie in adolescenza nasce dall’incontro della prof.ssa Donatella Tomaiuoli con le tante famiglie e le persone che balbettano che, in questi anni, ha conosciuto lungo il suo cammino professionale e non ed è rivolto a tutti coloro che, a vario titolo, desiderano o si trovano a interfacciarsi con loro.

Stutter Zack è titolo e protagonista del fumetto, disegnato da Emiliano Serreli, che, insieme alla prof.ssa Tomaiuoli, ha curato la sceneggiatura.
Stutter Zack è uno spaccato della vita di un ragazzo adolescente che balbetta e, ancor prima di essere uno strumento di terapia per il clinico, è un vademecum utile a tutti, al ragazzo, alla famiglia, alla scuola, ai coetanei. Mira a diffondere un’idea corretta della balbuzie e della persona che balbetta, a presentare una chiave di lettura secondo cui rivedere i comportamenti di ognuno.

Dal 2018, insieme contro lo stigma

L’idea prende piede da uno studio internazionale condotto dalla West Virginia University, cui il CRC ha collaborato, da cui è emerso che la popolazione italiana è una di quelle che hanno, rispetto alla balbuzie, lo stereotipo negativo più alto. Da qui, bullismo, pensieri e comportamenti scorretti nei confronti della persona che balbetta.

Da allora è iniziata il nostro impegno contro lo stigma. In occasione della III edizione dell’International Conference on Stuttering del 2018, di fronte alla comunità scientifica nazionale e internazionale è stato presentato Stutter Zack – progetto di ricerca ancora in nuce – e un cortometraggio realizzato dalla Casa di Produzione D-Color, con la collaborazione del direttore della fotografia Vladan Radovic, già premiato nel 2015 con il David di Donatello. Sono intervenuti, al suo interno, Paolo Bonolis, Vinicio Marchioni e altre voci di persone autorevoli, per cui la balbuzie non ha costituito un impedimento nella realizzazione dei loro sogni.

Ci siamo lasciati, nel 2018, con tante buone intenzioni, nel 2021, a quasi un mese dalla IV edizione della Conferenza, esce nelle librerie Stutter Zack e nasce ICOS, nella sua nuova accezione di International Change of Opinion on Stuttering.

Il cambiamento coinvolge tutti. È un impegno e l’entusiasmo e la partecipazione di oguno stanno alimentando un progetto che vedrà in ICOS 2021 il suo giorno 0.

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CRC Football Tournament

Domani, 27 luglio 2021, alle 19:30, presso lo Sporting Eur, in Via Di vigna Murata 90, si terrà il primo incontro del CRC Football Tournament, torneo di calcetto che vedrà contrapposte le squadre delle Vecchie Glorie e delle Giovani Promesse, formate rispettivamente dagli specialisti del Centro e dai nostri bambini.

Purtroppo, il numero di posti sugli spalti è limitato e – nel rispetto delle norme anti covid – abbiamo già raggiunto la capienza prevista; proprio per questo, tenendoci che entrambe le squadre ricevano il giusto e meritato supporto, abbiamo chiesto ai nostri bambini di partecipare alla composizione di uno striscione.

Per il resto, documenteremo l’evento sui nostri canali Social, quindi seguiteci e fateci sentire, pur da lontano, il vostro calore.

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Un training teatrale per aumentare l’efficacia comunicativa

Circa un mese fa, si è concluso il percorso “CORPO, VOCE ED EMOZIONI: training teatrale per aumentare l’efficacia comunicativa” tenuto dalla dott.ssa Diletta Vedovelli, logopedista del CRC afferente al Polo balbuzie, in affiancamento al percorso riabilitativo dei bambini che balbettano d’età compresa tra i 6 e gli 9 anni.

“Il nostro percorso – racconta la dott.ssa Vedovelli – è iniziato a febbraio, con la brina sui vetri delle finestre e i maglioni a collo alto. Di quel periodo, conservo il ricordo dii visi intimoriti e curiosi per la novità e le ore passate al telefono con le terapiste per calibrare ogni attività in base alla reale necessità clinica dei piccoli pazienti”.

MIDA – SP

Il percorso nasce all’interno del MIDA-SP (Multidimensional, Integrated, Differentiated, Art-mediated – Stuttering Program), approccio di intervento ideato dalla prof.ssa Donatella Tomaiuoli e il suo staff, avente come obiettivo la presa in carico globale della persona che balbetta in età scolare e adulta. Il programma riabilitativo, multidimensionale e individualizzato, prevede l’utilizzo di una o più attività arte-mediate, tra cui il percorso teatrale con rappresentazione finale e il doppiaggio di film.

CORPO, VOCE ED EMOZIONI

Quest’anno, per via del COVID e del distanziamento sociale – si è dovuto ripensare a molte delle attività proposte al Centro. In luogo del percorso teatrale, i bambini sono stati coinvolti in un training in cui si è lavorato sul corpo, come via preferenziale della comunicazione non verbale, sulla voce, sull’espressività.

training teatrale

Diletta Vedovelli è logopedista e attrice professionista e il training è frutto della sua formazione e della sua esperienza, in ambito clinico e in quello teatrale e cinematografico.

L’obiettivo del percorso non era lo spettacolo teatrale, ma: “un giorno – prosegue la dottoressa – Tommaso ha detto “Senti ma…quando saremo pronti, secondo te, lo possiamo fare uno spettacolo vero?? Proprio su un palco??”…”

E così è stato: sabato 5 giugno2021, dopo 4 mesi di incontri online, sette bambini sono saliti sul palco virtuale delle loro camerette e, ognuno dalla propria finestra di ZOOM, dinnanzi a un pubblico di amici, logopediste e parenti, sperimentando vari ruoli, a turno, ha presentato e interpretato scenette di vario tipo.

BAMBINI E GENITORI: UN GIOCO DI SQUADRA

Nell’ultimo mese – non previsto, ma richiesto a gran voce – si è pensato di coinvolgere i genitori che sotto la guida esperta dei bambini, e la supervisione di Diletta, si sono lasciati coinvolgere in situazioni in cui era richiesta la loro partecipazione attiva.

“È stata un’esperienza bellissima – racconta una mamma – trovarsi faccia a faccia con il loro entusiasmo e guardare da vicino quanto i nostri figli fossero diventati spigliati ci ha dato una gran forza, quella necessaria ad abbattere l’imbarazzo. Ci siamo divertiti! Insieme.”

L’anno prossimo – nella speranza di riaprire le porte della nostra sala teatro – il percorso “CORPO VOCE ED EMOZIONI” diverrà parte integrante del percorso. I bambini, alla fine, potranno calcare il palcoscenico di un teatro vero e provare quell’emozione unica dell’entrata in scena, quando cala il silenzio, le luci pian piano si alzano, il sipario si apre e si parte!

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Il Progetto Radio al CRC

Il progetto Radio nasce al CRC nel 2015, quando viene presentato in occasione della II edizione dell’International Conference on Stuttering. Nasce come attività da inserire all’interno del percorso che i ragazzi che balbettano seguono qui al CRC, dove, affianco agli accessi di terapia, vengono coinvolti in attività quali teatro, doppiaggio e, per l’appunto, radio.

Il nostro progetto prende piede, come ogni cosa al CRC, da un sogno e poi da quella che oramai possiamo definire un’amicizia, stretta con lo speaker di RDS 100% Grandi Successi, Beppe De Marco. Fine 2014, viene allestito uno studio di registrazione in uno dei locali del Centro, ideato un nome per la nostra radio e si parte. Radio Break è on air.

Radio Break – la vostra pausa, il nostro mondo. Il nome e il jingle, ideato dai ragazzi, giocano con la doppia accezione del termine pausa: la pausa che ciascuno prende dalle proprie attività per dedicarsi a sé stesso, magari ascoltando della buona musica o un’intervista interessante alla radio e la pausa presente nell’eloquio della persona che balbetta. Quella che fa così paura, così tanta, da far desistere e disinnamorare la persona disfluente dal comunicare. Radio Break, oggi Radio-CRC, insegna ai ragazzi come sfruttare al meglio la propria voce, rendendola il più efficace strumento di comunicazione con il mondo.

“Radio – CRC è ottima palestra di potenziamento delle capacità comunicative e dell’uso della loro voce, così come del superamento di paure e resistenze – afferma la dott.ssa Donatella Tomaiuoli, ideatrice del progetto – È un’esperienza di apertura e socializzazione, in grado di accrescere la sicurezza nelle risorse del ragazzo, che si allena a gestire la pressione temporale e a superare ansia e paure legate alle esperienze di verbalizzazione”.

Il 2021 rappresenta un punto cardine nella storia della nostra radio. Nasce, infatti, l’applicazione R-CRC, scaricabile gratuitamente dagli store di Apple, Android e Huawei. Non sarà, dunque, necessario collegarsi alla rete per ascoltarci, ma sarà sufficiente pigiare il tasto “Play” sul vostro telefonino. Per ora, saremo on air tre volte a settimana, da lunedì al mercoledì, dalle 18:00 alle 19:00, quando i nostri ragazzi – autori e conduttori di una vera e propria redazione – guidati da Beppe De Marco, racconteranno agli ascoltatori notizie e curiosità afferenti dai mondi più disparati, dallo sport, alla politica, dalla moda, alla letteratura, all’arte.

Dall’anno scorso, accanto alla diretta radio, R-CRC è anche in diretta su Facebook, quindi oltre ad ascoltare i nostri ragazzi, potrete anche dar loro un volto e interagire, commentando ed esprimendo le proprie reazioni sul canale Facebook del Centro.  

Si parte domani, 19 aprile, alle 18:00, noi ci saremo e voi?

 

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Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo – Al di Là dello Spettro

In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, il CRC pensa ad “Al di là dello Spettro”, concetto, prima che iniziativa ed evento.

È passato più di un anno, da quando le nostre vite sono state forzatamente stravolte. Le nostre abitudini irrimediabilmente modificate. Abbiamo imparato o reimparato ad apprezzare ciò che forse la vita frenetica ci aveva portati a trascurare, ma tanto altro è stato perduto e ci manca.

È un momento duro e, oggi, il lockdown pesa di più, rispetto a quello dell’anno scorso – seppur meno stringente. Siamo stremati e la speranza non veste più i colori dell’arcobaleno.

Vogliamo fare, dunque, in modo che la giornata del 2 aprile respiri di colore e freschezza quella di ogni bambino, diversa per ogni bambino, il linea con il suo essere speciale.

Vogliamo provare a trasferire un messaggio che noi stessi abbiamo appreso dai nostri piccoli. Vogliamo che quello spettro, che racchiude le diverse tipologie e sfaccettature dell’Autismo, permei l’iniziativa del CRC che allestirà, nelle strade dell’EUR, in prossimità del Centro, una mostra a cielo aperto dove, come supporto gli alberi, saranno esposti i disegni realizzati dai nostri bambini, dai loro compagni di classe, dalle loro insegnanti, dai loro terapisti, dai loro genitori. L’esposizione sarà accompagnata da una traccia musicale, realizzata ad hoc, che ognuno potrà ascoltare scansionando, con il proprio telefono cellulare, il QR Code presente ad inizio percorso.

Si parte da un concetto di mancanza. L’isolamento e la chiusura sociale sono caratteristiche tipiche del soggetto nello spettro. La mancanza/paura del contatto, la diffidenza nei confronti dell’altro. Sono sensazioni, queste, che chi di noi non ha sperimentato in questo periodo? Ci siamo sentiti delle bolle, nelle bolle, o al loro esterno, mentre, rispettivamente, all’esterno o all’interno di queste, era gran parte di ciò a cui ambivamo, a cui auspicavamo e che le contingenze lo rendevano, nostro malgrado, inaccessibile.

Abbiamo chiesto ai nostri bambini cosa fosse mancato loro. Di chi avessero sentito la nostalgia. Come si fossero sentiti e cosa avessero fatto per evitare la tristezza – denunciata dai più – legata al sentirsi soli.  I nonni sono tra i primi soggetti del desiderio: Francesco dice di sentirsi arrabbiato e triste, quando non può vedere il nonno Raimondo a cui, però, ha potuto telefonare quando voleva. Mia, anche, afferma di essere molto triste, ché non può raggiungere il nonno che le manca e allora, per sentirlo più vicino, guarda il cielo e lo immagina felice e contento. Al secondo posto, gli amichetti, a cui si fanno videochiamate, per cui si scrivono letterine e realizzano disegni. A Leo manca il gatto della zia, a Federico, invece, andare sull’altalena, ma può sempre andare in bicicletta con mamma e papà. Andrea sogna l’acqua della piscina dove fa nuoto; Sebastian, il campo da calcio. Ancora, a Maria Laura manca vestirsi carina per uscire; A Samuele giocare con la sua terapista in stanza.

Attraverso i disegni, abbiamo provato a raffigurare, a dar colore a sentimenti e sensazioni. A cercare soluzioni. “Cosa puoi fare per non sentirti triste e solo, come puoi scoppiare quella bolla che ti tiene lontano da ciò che desideri?”. Sfiorandola, colpendola, a volte solo soffiandoci su. Domani le vie dell’EUR risplenderanno di speranza. Abbiamo sperimentato che non è facile uscirne, ma abbiamo sperimentato, pure, che ci sono soluzioni per farlo.  Ce lo insegnano i bambini con i loro disegni, con la loro forza e la loro tenacia. Con la loro essenziale complessità.

Per scoppiare una bolla, infatti, a volte, basta solo soffiarci su.

 

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Ciao, ti presento il CRC.

Il CRC cambia, si evolve, cresce.

Nasce nel 2002, con una specificità sulla balbuzie, appunto. Di lì, il nome. Eravamo in tre, quando nel febbraio 2002, è iniziato il nostro sogno. Tante domande, tanta passione, tanti progetti; paura, quel tanto che basta.

“Se non hai paura quando un coccodrillo ti stacca una guancia, non sei vivo. Ascolta ragazzino, non puoi liberarti della paura, è come madre natura, non puoi batterla o sfuggirle, ma puoi resisterle e scoprire di che pasta sei fatto”.

Il viaggio di Arlo

Scegliamo l’azzurro a rappresentarci, un tondo avvolgente, un fiore che nasce al suo interno. Ogni traguardo, una festa: l’autorizzazione, l’accreditamento, l’ampliamento dell’accreditamento, la certificazione di qualità.

Ci prendiamo cura dei bambini che hanno bisogno di noi come fossero nostri. Lo facciamo da sempre.
Da quando eravamo in tre e il CRC aveva cinque stanze.
Da quando ci occupavamo solo di balbuzie o quasi, da quando avevamo una sala teatro all’interno del Centro e tre porcellini su una scrivania di vetro.

Oggi, siamo più di ottanta e il CRC, di stanze, ne ha trenta.
Ci prendiamo cura di gran parte dei disturbi che riguardano il Neurosviluppo, lo facciamo mettendo a disposizione, dei nostri piccoli, equipe multidisciplinari e ultraspecializzate e le tecnologie più avanzate. Siamo cambiati, cresciuti; ma il CRC è rimasto lo stesso. E la balbuzie è solo uno dei tanti disturbi di cui ci occupiamo. CRC e basta. CRC è tutto. Essenziale, conciso, diretto. Centro Ricerca e Cura. Ciò che facciamo, ciò che siamo.

Il rosso, primo colore dell’arcobaleno, si ritiene sia anche il primo colore che percepiamo dalla nascita. Il rosso è il colore del cuore, del dinamismo e della vitalità, simbolo di passione, forza e sicurezza. È il colore del fuoco, degli slanci vitali e dell’azione.

Tre lettere giustapposte, sovrapposte. Le lettere escono dal loro “schema”: si muovono, si fondono creando nuove forme e geometrie di colori. Se le parole sono importanti, le lettere lo sono ancora di più, eppure vengono sempre “lette” nella loro essenza pratico-funzionale, ma avete mai notato quanto invece siano belle? La lettera diviene, così, nel nuovo logo del Centro, una forma espressiva di arte; oltre le parole, si mostra e continua a comunicare, in una modalità diversa.

Caratteri ad alta leggibilità per i testi del nostro nuovo sito; abbiamo scelto Biancoenero, la prima font italiana ad alta leggibilità elaborata dai nostri partner della Casa Editrice omonima con cui collaboriamo da circa dieci anni, in occasione del progetto Redazione Ragazzi, portato avanti dal nostro Polo Apprendimento.

Andiamo oltre le parole per superare i limiti. Un lavoro di costante ricerca e scoperta. Dove ciò che c’è è solo una piccola parte, dove la ricchezza è preziosa, celata nei dettagli, una corsa liberatoria, un gridolino entusiasta, una risata esplosa, uno sguardo trasognato, una parola non detta. Due occhi che ti guardano e cercano. Tutti la stessa cosa, seppur nella loro più immensa diversità: l’amore.
E noi, al CRC, ogni giorno, cerchiamo di darne.