tesi di laurea

L’attività del CRC sin dall’inizio è stata legata al mondo accademico e della ricerca.
Riteniamo infatti fondamentale che l’attività svolta quotidianamente presso il Centro si alimenti di una costante e feconda attività di ricerca partecipata da parte dello staff. Nell’ambito di tale attività di ricerca si colloca la formazione universitaria dei giovani terapisti.
Si presentano di seguito alcune delle tesi di laurea degli allievi da noi seguiti in questa fase importante del loro percorso formativo.

TESI IN LOGOPEDIA

Titolo tesi: “Lo spot pubblicitario per la gestione della pressione temporale. Un nuovo programma di mantenimento post-trattamento”.
Autore: Zaira Di Chiara
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Università di Roma Tor Vergata
Anno accademico: 2014-2015
Abstract: La natura complessa della balbuzie determina spesso la difficoltà da parte delle persone che balbettano di gestire adeguatamente il proprio eloquio, ancor di più in contesti di elevata pressione temporale. Inoltre tali aspetti rendono faticoso il mantenimento nel tempo dei risultati ottenuti da un percorso di terapia. Basandosi sui principi del programma MIDA-SP, che integra la terapia logopedica con la terapia arte-mediata, è stato proposto ad un gruppo di balbuzienti, in una fase di mantenimento post-trattamento, un training di registrazione di spot pubblicitari.
Il progetto di tesi ha avuto l’obiettivo di verificare il mantenimento dei risultati sulla fluenza ottenuti in seguito alla terapia logopedica, in un contesto caratterizzato da pressione temporale.
Lo studio è stato condotto su un campione di 11 ragazzi di età compresa tra 15 e 19 anni. Tutti i pazienti sono stati precedentemente trattati per balbuzie secondo il programma MIDA-SP e hanno preso parte alla sperimentazione solo dopo aver concluso la terapia.

***
Titolo della tesi: “Il laboratorio Play: una nuova proposta per il trattamento della disfluenza nei bambini in età prescolare”.
Autore: Silvia Cascioli
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Università di Roma Tor Vergata
Anno accademico: 2014/2015
Abstract: Diversi studi hanno individuato i segnali predittivi di una balbuzie persistente in età prescolare, che segnalano la necessità di intervenire terapeuticamente su un bambino che balbetta, come le caratteristiche delle disfluenze, l’andamento e la durata del disturbo, la presenza di familiarità per la balbuzie ed il vissuto del bambino rispetto al disturbo stesso. Il progetto di tesi si è posto l’obiettivo di verificare l’efficacia del Laboratorio Play, un programma di intervento sulla balbuzie specifico per la fascia di età prescolare creato col presupposto che è utile lavorare sull’attitudine della comunicazione e il vissuto con l’obiettivo di migliorare quei fattori che influiscono negativamente sul sintomo e sulla sindrome della balbuzie.
L’analisi è stata condotta su un campione di quattro bambini di età compresa tra i 4 e i 5 anni, con il confronto con un gruppo di controllo.

***
Titolo della tesi: “Il POSHA-S come strumento di indagine: la balbuzie vista dagli insegnanti”.
Autore: Francesca Fella
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Università di Roma Tor Vergata
Anno Accademico: 2014/2015
Abstract: Numerose ricerche testimoniano la presenza di una percezione negativa della balbuzie da parte dell’opinione pubblica, che associa ai balbuzienti attributi negativi come: ansioso, timido, nervoso, introverso. Quando tale visione stereotipata interessa i docenti assume particolare rilevanza, poiché può condizionare le scelte scolastiche/lavorative future dell’alunno balbuziente. La scuola secondaria di primo grado è il luogo in cui tale problematica assume la massima portata, in quanto nel ragazzo preadolescente qualsiasi esperienza vissuta interferisce con il processo di formazione della propria personalità. La tesi si propone di indagare l’opinione degli insegnanti delle scuole secondarie di primo grado appartenenti al territorio Italiano, identificare gli eventuali e principali preconcetti e verificare l’efficacia di un corso informativo sulla riduzione degli stereotipi negativi esistenti, partendo dal presupposto, confermato da numerose evidenze scientifiche, che migliorare le conoscenze e la qualità dell’informazione sulla balbuzie riduca lo percezione negativa associata alla stessa.
L’indagine ha coinvolto un campione di 60 insegnanti senza contatti diretti con soggetti balbuzienti, appartenenti a 6 differenti scuole secondarie di primo grado del Centro Italia.

***
Titolo della tesi: “L’esperienza arte mediata del teatro nella balbuzie: tre fasce d’età a confronto”.
Autore: Verdile Sara
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Università di Roma Tor Vergata
Anno Accademico: 2014/2015
Abstract: Il MIDA-SP è un programma di intervento specifico sulla balbuzie che vede integrata la terapia logopedica tradizionale a quella arte-mediata. Numerosi sono gli studi che hanno evidenziato come il processo artistico promuove la creatività del soggetto, permettendo di creare i presupposti per lo svolgimento di un lavoro focalizzato sulla dimensione personale, emozionale e relazionale. A partire dalle proprie risorse, infatti, si punta al raggiungimento di una piena realizzazione, coscienza di sé e delle proprie potenzialità. La tesi ha osservato il lavoro all’interno del laboratorio di teatro, analizzandone gli effetti su un campione di soggetti balbuzienti appartenenti a 3 specifiche fasce di età, al fine di evidenziare eventuali differenze tra stesse.
Lo studio è stato condotto su un campione di 24 soggetti balbuzienti suddivisi tra età infantile, preadolescente e adolescente.

***
Titolo della tesi: “La terapia tradizionale integrata alle arti-mediate: l’attività di doppiaggio nella riabilitazione del bambino che balbetta in età scolare”.
Autore: Jasmin Greci
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Università di Roma Tor Vergata
Anno Accademico: 2014/2015
Abstract: E’ noto come sia possibile rilevare un aumento del numero delle disfluenze prodotte dai soggetti che balbettano, in presenza di situazioni caratterizzate da forte pressione temporale. La pressione temporale, infatti, accresce i livelli di stress, generando così un peggioramento del disturbo. Sulla base di un precedente lavoro di ricerca (Tomaiuoli et al., 2006), la tesi ha avuto per obiettivo la verifica degli effetti di un corso di doppiaggio di cartoons sulla gestione delle disfluenze sotto pressione temporale in un campione di bambini balbuzienti.
Lo studio è stato condotto su un campione di 9 soggetti di età media pari a 8.5 anni, frequentanti le classi III e IV primaria, per l’80% di sesso maschile.

***
Titolo della tesi: “INTENSIVE PROGRAM: un progetto pilota per il trattamento riabilitativo della persona balbuziente”
Autore: Ludovica Granieri
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno accademico: 2013/2014
Abstract: Numerose ricerche si sono occupate di studiare la balbuzie in età adulta e la relazione che intercorre tra questa e le scelte di vita delle persone che balbettano. L’incontro con il mondo universitario o con le scelte lavorative sono spesso condizionate dal vissuto che il paziente ha della propria balbuzie tanto da portarlo ad intraprendere una terapia specifica sul disturbo mirato agli aspetti overt e covert della balbuzie. L’obiettivo della tesi era di verificare l’efficacia di un trattamento intensivo (della durata di 3 settimane) volto a ridurre la balbuzie in termini di gravità, frequenza e durata, su un campione di soggetti balbuzienti adulti.
L’analisi è stata condotta su un campione di 10 soggetti balbuzienti, di età media pari a 19 anni, quattro dei quali affetti da balbuzie tonica, due da balbuzie clonica e i restanti quattro da balbuzie tonico/clonica.

***
Titolo della tesi: “La valutazione degli aspetti overt della balbuzie: dati preliminari di scale a confronto”.
Autore: Agnese Scicchitano
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno accademico: 2013/2014
Abstract: La balbuzie è un disturbo di natura multifattoriale e multidimensionale i cui aspetti manifesti e nascosti entrano in relazione tra loro e si intersecano con la personalità della persona che balbetta. Inquadrare la balbuzie in fase di assesment e stilare un programma di intervento specifico sul disturbo può risultare un processo complesso. Il progetto di tesi si è posto l’obiettivo di indagare la difficoltà dei professionisti di valutare gli aspetti overt del disturbo attraverso la somministrazione di differenti test di valutazione. L’analisi è stata condotta su un campione di 46 professionisti nel settore, con diversa età, sesso ed anni di esperienza lavorativa. Sono stati impiegati due test standardizzati per la valutazione degli aspetti overt della balbuzie: lo Stuttering Severity Instrument e la Systematic Disfluency Analysis. Inoltre è stato somministrato un questionario che indaga le differenti caratteristiche nella somministrazione dei test di valutazione sintomatologica.

***
Titolo della tesi: “Promuovere l’autonomia nello studio: l’esperienza del Doposcuola per ragazzi con Disturbi Specifici di Apprendimento”.
Autore: Enrica Rinaldo
Relatore: Prof. Eleonora Pasqua
Università: Sapienza Università di Roma
Anno accademico: 2013/2014
Abstract: Il DSA è un disturbo a carattere evolutivo che si manifesta all’inizio del processo di apprendimento e che tende a permanere per tutta la vita, con un importante impatto sia a livello individuale che sociale, con relative ricadute sulla sfera emotiva e comportamentale.
Una presa in carico efficace di una persona con DSA deve tener conto della complessità del disturbo e dare risposte individualizzate per favorire l’apprendimento e il successo scolastico e, più in generale, la crescita personale. A tal fine gli interventi riabilitativi ed abilitativi dovrebbero essere concepiti nella cornice di un progetto educativo più ampio, che permetta al ragazzo di sperimentare se stesso e le proprie capacità di espressione in contesti motivanti, anche alternativi alla terapia classica.
L’obiettivo della tesi è di fornire, attraverso il supporto allo studio, un modello di apprendimento e di confronto di gruppo, all’interno del quale incrementare le competenze di base sia di natura neuropsicologica che meta-cognitiva e poter quindi raggiungere una maggiore o completa autonomia nello studio
Lo studio è stato condotto su un campione di 15 ragazzi di età compresa tra i 11,4 e i 13,2 anni, frequentanti la scuola secondaria di primo grado. A tutti i soggetti è stato diagnosticato il Disturbo Specifico dell’Apprendimento. La durata della sperimentazione è stata di 9 mesi.

***
Titolo della tesi: “Il disturbo vocale nei soggetti balbuzienti: uno studio pilota sulla comorbidità”.
Autore: Livia Rafti
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno accademico: 2013/2014
Abstract: Numerosi sono gli studi che hanno indagato la comorbidità tra la balbuzie ed altre patologie. Risulta pertanto importante, durante l’assessment, andare a ricercare eventuali disturbi associati alla balbuzie. Se molti studi si sono soffermati ad analizzare il legame tra balbuzie e disturbi di linguaggio, pochi, invece, sono quelli che hanno studiato la comorbidità tra balbuzie e disturbo vocale. Il progetto di tesi si è posto i seguenti obiettivi: a) indagare la presenza di comorbidità tra balbuzie e disturbo vocale; b) indagare le qualità vocali nei soggetti con comorbidità; c)rilevare possibili indicatori clinici di un disturbo vocale nei soggetti con balbuzie. L’analisi ha coinvolto un campione di 102 soggetti balbuzienti; di questi, 9  hanno evidenziato balbuzie e disturbo vocale e su tali soggetti, di età compresa tra gli 8 e i 15 anni, è stato condotto lo studio sperimentale.

***
Titolo della tesi: “La conduzione radiofonica: un’esperienza di attività arte-mediata nella terapia della balbuzie”.
Autore: Marchetti Sara
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno accademico: 2012/2013
Abstract: La balbuzie nell’età adolescenziale può rappresentare un’ulteriore fonte di incertezza visti i profondi cambiamenti a cui è esposta questa fascia d’età. Il MIDA-SP si pone l’obiettivo, in particolare per gli adolescenti balbuzienti, di aiutare il paziente a generalizzare gli apprendimenti conseguiti nell’usuale percorso riabilitativo in un contesto che diventi, per lui, stimolante e divertente. Il progetto di tesi ha proposto ad un gruppo di adolescenti un’esperienza di conduzione radiofonica, così da sperimentare la gestione della balbuzie all’interno di un contesto caratterizzato da forte pressione temporale. L’obiettivo del progetto è verificare gli effetti che un training radiofonico può avere su un percorso di terapia specifico sulla balbuzie. L’analisi è stata condotta su un campione di 10 ragazzi, 8 maschi e 2 femmine, di età compresa tra i 15 e I 18 anni, affetti da balbuzie di diversa severità.

***
Tiolo della tesi: “La balbuzie nell’opinione pubblica italiana: un’indagine preliminare”.
Autore: Beatrice Papuzzo
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno accademico: 2011/2012
Abstract: Differenti ricerche hanno evidenziato l’importanza di indagare l’opinione pubblica in merito alla balbuzie con l’obiettivo di rilevare eventuali stereotipi negativi che possono condizionare la vita delle persone che balbettano. In diversi parti del mondo sono stati condotti degli studi con l’obiettivo di indagare l’opinione pubblica in merito alla balbuzie, attraverso l’uso questionario The Public Opinion Survey of Human Attributes Stuttering (POSHA-S) uno strumento di indagine conosciuto a livello internazionale.
Il progetto di tesi ha avuto come obiettivi la traduzione in lingua del questionario POSHA-S ed indagare l’opinione pubblica di un campione di soggetti provenienti dalle regioni del centro italia sul tema “balbuzie”.
L’indagine è stata condotta su un campione di 100 soggetti normofluenti, 39 maschi e 61 femmine, con un’età compresa tra i 18 e i 70 anni, non aventi nessun legame affettivo e/o relazionale con persone che balbettano.

***
Titolo della tesi: “Le competenze grafiche nei disturbi del linguaggio in età evolutiva: analisi di una popolazione clinica”.
Autore: Antonella Campagna
Relatore: Dott.ssa Michela Battisti
Correlatore: Prof. Eleonora Pasqua
Anno Accademico: 2011/2012
Università: Sapienza – Università di Roma
Abstract: Il linguaggio nelle prime fasi dello sviluppo, svolge un ruolo fondamentale come strumento comunicativo-relazionale e come competenza in grado di influenzare l’organizzazione delle conoscenze e del pensiero. Analogamente la maturazione sensomotoria rappresenta il punto di partenza per il successivo sviluppo di abilità simboliche, comunicative, linguistiche, relazionali. Questo lavoro approfondisce il rapporto tra linguaggio e grafismo attraverso l’osservazione di un campione di bambini con Disturbo di Linguaggio Espressivo e Misto e un campione di bambini che presentano anche un Disturbo della Coordinazione Motoria, utilizzando una batteria di test specifici utili a determinarne il profilo linguistico e grafico.

***
Titolo della tesi: “L’improvvisazione teatrale come strumento per il miglioramento della generalizzazione delle tecniche di facilitazione verbale e della gestione degli scambi verbali nel paziente balbuziente”.
Autore: Roberta De Angelis
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno accademico: 2009/2010
Abstract: Negli ultimi anni le arti-terapie espressive hanno offerto un valido contributo al trattamento riabilitativo della balbuzie. La persona che balbetta, infatti, porta con sé un mondo di emozioni, attitudini, pensieri che il più delle volte contribuiscono a stabilizzare ed aggravare la componente manifesta del disturbo stesso. Questa duplice natura necessita di un approccio terapeutico di tipo globale, che possa agire sia sugli aspetti overt che covert, in un’ottica multifattoriale del disturbo.  L’integrazione delle metodiche tradizionali con l’utilizzo delle dell’arte-terapia in tutte le sue forme, ha fornito risultati importanti e soddisfacenti e in questa Tesi si intende proseguire la sperimentazione di tale integrazione. In particolare l’intento è quello di verificare se l’improvvisazione teatrale può rappresentare un valido strumento per generalizzare le tecniche di facilitazione verbale apprese e per migliorare gli scambi verbali nella vita quotidiana. La sperimentazione ha coinvolto 13 ragazzi preadolescenti e adolescenti.
***
Titolo della tesi: “La riabilitazione del paziente balbuziente nell’uso della voce. Un’applicazione del metodo propriocettivo elastico”.
Autore: Mariangela Allegrini
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno accademico: 2009/2010
Abstract: La balbuzie è un fenomeno complesso che interessa la persona nella sua interezza e per il cui trattamento sono stati elaborati diversi metodi di intervento. Il metodo PROEL non fa parte di questi, poiché esso si inserisce nell’ambito della terapia delle disfonie, tuttavia alcuni suoi presupposti possono presentare elementi di interesse in relazione alle caratteristiche della balbuzie nei suoi aspetti manifesti e, quindi, nel trattamento della componente sintomatologica. La tesi ha avuto per oggetto il metodo propriocettivo-elastico e ha inteso verificare la possibilità di una sua applicazione ad integrazione della terapia della balbuzie. Il progetto pilota ha coinvolto tre pazienti, uno di sesso femminile due di sesso maschile, di età compresa tra i 16 e i 18 anni, affetti da balbuzie tonico-clonica.

***
Titolo della tesi: “Il trattamento riabilitativo integrato della balbuzie nei bambini in età scolare: un progetto pilota di sperimentazione di lettura”. interpretata delle favole
Nota: questa tesi è risultata vincitrice del I Premio “Matteo Amitrano” per tesi discusse nell’A.A. 2007/2008 in ambito logopedico
Autore: Giorgia Porchetti
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno Accademico: 2007/2008
Abstract: La terapia della balbuzie su pazienti in età scolare può essere arricchita da attività extra-terapeutiche utili a motivare i bambini agli esercizi, all’apprendimento e alla generalizzazione nell’uso delle tecniche di facilitazione verbale proposte loro.
La tesi intende verificare l’efficacia dell’integrazione nel programma riabilitativo rivolto ai bambini di una attività di supporto extra-terapeutica, consistente nella lettura interpretata da parte dei bambini di alcune favole. In particolare, si è inteso verificare l’efficacia dello strumento proposto come supporto alla generalizzazione ed al miglioramento dell’utilizzo delle tecniche di facilitazione verbale apprese in terapia.
Le favole hanno originato un cd-audio. Lo studio ha interessato un campione sperimentale di quattro bambini e un gruppo di controllo di altri quattro, di età media pari a 9,5 anni. Sette degli otto bambini coinvolti nella sperimentazione presentavano una balbuzie di tipo tonico-clonica, uno di tipo clonico.

***
Titolo della tesi: “Un trattamento integrato per la gestione della comunicazione scolastica dei pazienti disfluenti adolescenti: una sperimentazione”.
Autore: Chiara Paradiso
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno Accademico: 2007/2008
Abstract: Le difficoltà tipicamente connesse alla balbuzie per i soggetti che ne sono affetti assumono una particolare rilevanza durante l’adolescenza. Tali difficoltà si amplificano nel contesto scolastico, in cui i ragazzi sono quotidianamente esposti al doppio giudizio di insegnanti e gruppo dei pari normofluenti, ed in particolare nel momento in cui devono affrontare le interrogazioni orali. Essi infatti, oltre a concentrarsi sulle risposte da dare dal punto di vista del contenuto, hanno il problema di riuscire ad esporlo parlando in pubblico in una situazione di pressione temporale e connessa forte tensione emotiva.
La tesi intende identificare, descrivere e analizzare dette difficoltà nei soggetti balbuzienti adolescenti e fornisce i risultati di una sperimentazione tramite uno specifico training su come affrontare un’interrogazione. La sperimentazione ha interessato un campione di quattro ragazzi affetti da balbuzie di età compresa tra i 12 e i 13 anni, frequentanti la scuola media inferiore, tre dei quali affetti da balbuzie tonico-clonica, uno da balbuzie tonica.
***
Titolo della tesi: “Il cortometraggio nella terapia della balbuzie: i risultati di un progetto pilota”.
Autore: Giacomo Parente
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno Accademico: 2006/2007
Abstract: Considerando i due aspetti della balbuzie, nascosti e manifesti, la tesi ha inteso identificare, descrivere ed analizzare la possibilità di integrazione di un percorso riabilitativo di gruppo di soggetti balbuzienti adulti con una esperienza di formazione finalizzata alla realizzazione di un cortometraggio.
Isolando come variabili di osservazione la fluenza verbale, il vissuto emotivo-relazionale e le sensazioni che l’esperienza ha comportato sulla percezione di sé, il lavoro svolto si è proposto di verificare come lo strumento del cortometraggio possa essere per il balbuziente uno strumento di auto-analisi e di applicazione delle tecniche di facilitazione verbale finalizzato ad una maggiore consapevolezza di sé ed al miglioramento delle proprie modalità comunicative. La sperimentazione ha riguardato un campione ristretto di tre pazienti disfluenti adulti di età media pari a 28 anni, dei quali due affetti da balbuzie tonico-clonica ed uno da balbuzie clonica.

***
Titolo della tesi: “La vestito-terapia nella riabilitazione del paziente disfluente: un progetto pilota”.
Autore: Giovanna Vaccaro
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno Accademico: 2006/2007
Abstract: Partendo dalla considerazione che la balbuzie necessiti di un approccio globale che agisca tanto sul sintomo quanto sulla sindrome, l’obiettivo della tesi, pensata all’interno di un progetto pilota, è stato di verificare i livelli di sicurezza che l’abito e gli accessori danno alla persona che li indossa, analizzando motivazioni addotte ed esplorando in che misura possano produrre nel soggetto una modifica della fluenza verbale e del linguaggio non verbale.
L’attività di vestito- terapia ha permesso ai partecipanti di maturare una maggiore consapevolezza in merito a come il modo di vestire e di porsi con gli altri possa influenzare la comunicazione e la relazionalità, incrementando la sicurezza in se stessi che si riflette, poi, sul piano verbale e paraverbale.  La sperimentazione ha coinvolto un campione di 5 soggetti di età compresa tra i 20 ed i 37 anni, tutti affetti da balbuzie tonico-clonica.
***
Titolo della tesi: “Il doppiaggio di un film nella riabilitazione del paziente disfluente”.
Autore: Emilia Capparelli
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno Accademico: 2005/2006
Abstract: La pressione temporale nell’eloquio costituisce un serio ostacolo per la maggior parte dei pazienti balbuzienti, contribuendo negativamente al meccanismo di auto-alimentazione della balbuzie. Diventa così importante che il percorso riabilitativo individualizzato ne tenga conto.
Un’attività tradizionalmente non apparentata con i trattamenti riabilitativi è il doppiaggio di film e spot pubblicitari. Eppure, per le sue caratteristiche e le aree sulle quali va a lavorare specificamente, si è osservato come essa possa rivelarsi utile ai pazienti balbuzienti ad integrazione del trattamento logopedico.
La tesi intende così verificare l’efficacia dell’inserimento sperimentale di un training di preparazione al doppiaggio di film e spot pubblicitari nel programma riabilitativo di un soggetto disfluente a partire dai 6 anni di età. La sperimentazione è stata effettuata su un campione di 10 giovani balbuzienti (età media 25 anni), sette dei quali affetti da balbuzie tonico-clonica, i restanti 3 da clonica.
***
Titolo della tesi: “Public speaking: uno strumento per facilitare la comunicazione in pubblico del paziente balbuziente adulto”.
Autore: Roberta Siddi
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno Accademico: 2005/2006
Abstract: La comunicazione interpersonale del soggetto balbuziente in età adulta si presenta spesso problematica. Essa infatti è influenzata dal timore (rafforzato dalle esperienze passate e dalla loro rielaborazione) di ricevere un feedback negativo e svalutativo da parte dell’interlocutore, che accresce in lui la difficoltà nel gestire la pressione temporale.
Un training sul public speaking può rivelarsi utile per migliorare l’efficacia della comunicazione. Esso consiste in un allenamento per permettere al soggetto di gestire la pressione temporale, l’ansia legata al timore dell’insorgenza improvvisa dei blocchi verbali e le possibili conseguenze negative che ciò può produrre in sé e negli interlocutori.
La tesi intende verificare l’efficacia che un percorso logopedico integrato con un training specifico sul public speaking e un lavoro su autostima e autoefficacia può avere nel miglioramento complessivo della fluenza verbale dei soggetti disfluenti adulti.
La sperimentazione ha riguardato un campione di 5 balbuzienti adulti, (uno di sesso femminile e quattro di sesso maschile), di età compresa tra i 23 e i 34 anni, tutti affetti da balbuzie tonico-clonica.

***
Titolo della tesi: “La telefono-terapia nel percorso riabilitativo del paziente disfluente”.
Autore: Morena Di Stanio
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno Accademico: 2004/2005
Abstract: La tesi parte dall’osservazione/esperienza di come l’uso del telefono risulti particolarmente difficoltoso per le persone balbuzienti, in quanto non permette l’ausilio del canale non verbale (gesti, mimica, prossemica), costringendo il balbuziente a fare affidamento esclusivamente su quello verbale.
Pertanto la tesi intende esplorare le difficoltà connesse alla problematica suddetta e gli stati d’animo generati nella persona che di fatto possono risultare di ostacolo alla comunicazione. La tesi intende inoltre verificare l’efficacia che un training sul problem solving applicato a questa difficoltà, unitamente ad un lavoro su differenti livelli di difficoltà delle telefonate, può avere nel superamento di questo specifico problema.
La sperimentazione è stata condotta su un campione di 45 balbuzienti (età 12-25 anni), il 50% dei quali affetto da balbuzie clonica, il restante 50% da balbuzie tonico-clonica.
***
Titolo della tesi: “L’importanza della favola nella riabilitazione dei bambini disfluenti in età prescolare”.
Autore: Silvia Izzo
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno Accademico: 2004/2005
Abstract: La tesi intende evidenziare l’importanza della favola come supporto nel trattamento riabilitativo aspecifico dei pazienti disfluenti in età prescolare. La favola, infatti, rivestita di valenza terapeutica, consente, soprattutto se presentata in piccolo gruppo, la condivisione di pensieri ed emozioni amplificando il contenuto del messaggio che si vuole proporre. Essa inoltre permette ai piccoli pazienti di interpretare i personaggi e le storie, avvicinando in tal modo il suo contenuto alla realtà.  Tramite la realizzazione di favole pensate ad hoc, il logopedista ha la possibilità di comunicare in modo efficace con il bambino, facendo emergere reazioni emotive. Inoltre, comprende il vissuto del problema e può suggerire strategie verbali e comportamentali utili a migliorare tale vissuto, preparando così il paziente e la famiglia alla successiva terapia logopedista.
La sperimentazione è stata condotta su un campione di quattro pazienti balbuzienti di età prescolare (età: 3-6 anni).
***
Titolo della tesi: “Attività espressive e linguaggio del corpo nel trattamento riabilitativo del paziente disfluente”.
Autore: Valentina D’Ambrosio
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno Accademico: 2003/2004
Abstract: Il registro non verbale ha rilevanza in ogni processo comunicativo umano, rafforzandone l’efficacia, ed in particolar modo può essere importante per i pazienti affetti da balbuzie.
La tesi ha per oggetto il contributo della comunicazione non verbale, in tutte le sue componenti, al processo comunicativo-espressivo del soggetto balbuziente e come la sua efficacia possa essere potenziata mediante le arti terapie espressive, ed in particolare la teatro-terapia.
***
Titolo della tesi: “La balbuzie nell’uomo e nella donna: stesso problema o problema diverso? Analisi delle diverse strategie comportamentali adottate”.
Autore: Chiara Tagliavia
Relatore: Prof. Donatella Tomaiuoli
Università: Sapienza – Università di Roma
Anno Accademico: 2000/2001
Abstract: La tesi si inserisce nel filone di studi a carattere esplorativo sulle differenze di genere. Essa ha per obiettivo l’identificazione e la descrizione di eventuali differenze osservabili nel modo in cui pazienti balbuzienti di sesso maschile e pazienti di sesso femminile gestiscono il proprio disturbo.
L’indagine è stata condotta su un campione di 200 soggetti balbuzienti di età compresa tra i 13 e i 22 anni, 100 dei quali di sesso maschile, 100 di sesso femminile. Del sottocampione maschile, il 58% risultava affetto da balbuzie tonico-clonica, il 42% da balbuzie clonica; del sottocampione femminile, il 51% risultava affetto da balbuzie tonico-clonica, il restante 49% da balbuzie clonica.

TESI IN TERAPIA DELLA NEURO E PSICOMOTRICITA’ DELL’ ETA’ EVOLUTIVA

Titolo della tesi: “Il disturbo dello sviluppo della coordinazione motoria e le arti circensi: uno studio sperimentale”.
Autore: Alice Comelli
Relatore: Prof.ssa Stefania Cortese
Correlatore: Dott.ssa Valentina Grassi
Anno Accademico: 2014/2015
Università: Sapienza Università di Roma
Abstract: Lo studio sperimentale si propone di indagare la presenza di miglioramento nel profilo motorio in bambini con Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione coinvolti in un laboratorio di neuropsicomotricità integrata alle arti circensi negli aspetti di: equilibrismo, giocoleria, acrobatica a terra e clownerie.
Il confronto di 14 soggetti di età scolare con diagnosi di Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione Motoria, suddivisi in due gruppi di cui uno Sperimentale e uno di Controllo, valutati prima e dopo l’esposizione ad un laboratorio di 12 incontri individuali e alla terapia neuro e psicomotoria classica, ha individuato negli appartenenti al primo gruppo una variazione positiva delle prestazioni motorie, degli aspetti grafico-rappresentativi e del piacere motorio, con incremento della motivazione e propositività nei confronti dell’attività motoria.

***
Titolo della tesi: “Disturbo della coordinazione motoria e disegno: un training sperimentale di consapevolezza corporea per il potenziamento delle abilità grafomotorie”.
Autore: Chiara Bellini
Relatore: Prof.ssa Stefania Cortese
Correlatore: Dott.ssa Serena Tedeschi
Anno Accademico: 2014/2015
Università: Sapienza Università di Roma
Abstract: Nei bambini in età prescolare che presentano un ritardo complessivo dello sviluppo psicomotorio, e successivamente un Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione Motoria, è spesso possibile individuare un’immaturità delle abilità grafico-rappresentative.
Partendo dalle basi di numerosi studi scientifici, il lavoro si propone di confermare la stretta relazione che intercorre tra esperienza corporea e abilità grafico-rappresentative, osservando la variazione indiretta dello sviluppo di quest’ultime a seguito di un intervento basato sull’esperienza, la consapevolezza e la coordinazione corporea, dapprima nello spazio circostante e poi nello spazio grafico.
In particolare, dal confronto dei risultati raggiunti da due campioni clinici, di cui uno (Gruppo Sperimentale) sottoposto ad un protocollo esperienziale di esercizi graduali corporei che arrivassero a lavorare indirettamente sulle abilità grafico-rappresentative, il lavoro ha confermato la presenza di una variazione del profilo pre e post trattamento.

***
Titolo della tesi: “Emozioni e comprensione sociale nell’autismo. Un training sperimentale di potenziamento attraverso l’uso del metodo Feuerstein”.
Autore: Giuliana Geusa
Relatore: Prof.ssa Stefania Cortese
Correlatore: Dott.ssa Teresa Cocucci
Anno accademico: 2014/2015
Università: Sapienza Università di Roma
Abstract: Nelle persone con Disturbo dello Spettro Autistico si riscontra la mancanza d’attenzione implicita a stimoli socialmente rilevanti, quali ad esempio volti e voci umane, e difficoltà nella comprensione ed espressione delle emozioni.
Il training sperimentale si è riproposto di verificare se l’utilizzo di due strumenti del programma Feuerstein: Identificare le emozioni e Dall’empatia all’azione potesse sostenere il potenziamento delle abilità di rispecchiamento empatico e di comprensione sociale in bambini con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico, attraverso un training strutturato di 3 mesi.
Il confronto dei risultati raggiunti dai bambini del Gruppo Sperimentale e del Gruppo di Controllo ha permesso non solo di individuare la presenza di un cambiamento nei profili dei bambini sottoposti a training, ma di individuare punti di forza e debolezza dello Strumento Feuerstein nel potenziamento delle abilità cognitive in pazienti con Disturbo dello Spettro Autistico.

***
Titolo della tesi: “Visione e Disgrafia: il ruolo di un training visivo specifico in scritture disgrafiche”.
Autrice: Marta Di Tella
Relatrice: Prof.ssa Stefania Cortese
Correlatrice: Dott.ssa Michela Battisti
Anno Accademico: 2014/2015
Università: Sapienza Università di Roma
Abstract: negli ultimi anni si è andata sempre più affermando una importante correlazione tra aspetti visivi e sviluppo della letto-scrittura in età evolutiva: in un compito complesso come la scrittura, infatti, vi è la necessità di un continuo feedback visivo, che per realizzarsi richiede funzioni visuo percettivo motorie di base adeguate.
L’obiettivo del presente lavoro è quello di analizzare se e quanto un intervento neuro e psicomotorio di riabilitazione della scrittura in soggetti disgrafici che presentano difficoltà nelle funzioni visuo percettivo motorie, possa dare maggiori risultati se integrato con un visual training mirato.
Ci siamo inoltre posti l’obiettivo di fornire agli esperti del settore alcuni spunti di riflessione circa la necessità di considerare sempre di più, nell’iter valutativo e riabilitativo delle difficoltà di scrittura, le funzioni visuo percettivo motorie.

Back to Top