Disturbi da deficit di attenzione/iperattività

Disturbi da deficit di attenzione/iperattività

Età prescolare e scolare (0–18 anni)

IL DISTURBO

L’ADHD (acronimo dall’inglese Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività DDAI) è un disturbo del neurosviluppo i cui sintomi si manifestano nel periodo infantile ed è caratterizzato da un quadro di disattenzione, in aggiunta o in alternativa, ad uno d’ iperattività/impulsività. L’ADHD è uno disturbo molto comune: si stima interessi il 5% dei bambini e 2, 5% degli adulti. In tutti gli studi vi è una prevalenza nei maschi, malgrado la diagnosi nelle femmine sia sottostimata.

L’ADHD è una condizione con eziopatogenesi multifattoriale ed alta ereditabilità, associata ad anomalie cerebrali, i cui sintomi sono in grado di influenzare diversi aspetti del funzionamento del soggetto nel corso del suo arco di vita. Fattori genetici ed ambientali interagiscono in una fase precoce dello sviluppo alterando diversi network neuronali che portano ai deficit neuropsicologici presenti nell’ADHD.

Il Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività è caratterizzato da un pattern di alterazione del comportamento che assume generalmente due forme.

Può presentarsi con un pattern di disattenzione predominante (non riesce a dirigere l’attenzione in modo funzionale verso determinati compiti e attività). Con iperattività/impulsività predominanti (quando l’irrequietezza e gli aspetti di discontrollo comportamentale sono più evidenti, eccesso di movimenti e agire senza riflettere) o in una forma combinata (quando non c’è una predominanza netta di una delle due forme di alterazione comportamentale, ma sono entrambe presenti).

Molto spesso i pazienti con ADHD hanno una scarsa tolleranza alla frustrazione, irritabilità e umore variabile.

L’ADHD interferisce in maniera significativa con la qualità del funzionamento scolastico, lavorativo e sociale. I sintomi di questo disturbo si presentano entro i 12 anni di età.

Nell’ADHD può predominare la componente di disattenzione, quella di iperattività/impulsività, oppure può presentarsi in una forma combinata.
I diversi sintomi dell’ADHD devono manifestarsi in almeno due diversi contesti (es. scuola, casa, lavoro).

LA VALUTAZIONE

Il processo diagnostico dell’ADHD è affidato ad un’equipe multidisciplinare, che utilizza adeguati strumenti diagnostici nell’ambito di una valutazione specifica ed integra le informazioni ottenute con l’osservazione del comportamento del bambino in vari momenti.

L’iter valutativo comprende:
Valutazione neuropsicologica completa del funzionamento intellettivo, delle varie componenti dell’attenzione e delle funzioni esecutive e degli apprendimenti e valutazione emotivo-comportamentale col fine di delineare il profilo funzionale ed effettuare una diagnosi differenziale con altri disturbi, nonché creare le premesse per programmare un eventuale intervento di riabilitazione cognitiva.

È necessario acquisire informazioni da figure che, in ambiti diversi, sono a contatto con il bambino (i genitori, gli insegnanti ed eventualmente altre persone che conoscono il bambino) utilizzando interviste o questionari standardizzati sui diversi aspetti del comportamento e del funzionamento sociale del bambino. Ciò permette di escludere o confermare la presenza attuale dei sintomi in più contesti sociali.

LA NOSTRA
PROPOSTA CLINICA

Il percorso riabilitativo del bambino con ADHD prevede un intervento sia sul bambino che sui contesti di vita in cui è inserito, famiglia e scuola.

Il trattamento deve agire su più fronti e può comprendere:

  • Terapia neuropsicologica.
  • Training di abilità sociali.
  • Interventi cognitivo-comportamentali per incrementare le competenze di autoregolazione e l’autostima.
  • Consulenza e sostegno ai genitori.
  • Consulenza alla scuola su strategie comportamentali.

EQUIPE COINVOLTA

L’equipe coinvolta nell’iter diagnostico e riabilitativo è multidisciplinare:

  • Neuropsichiatra infantile
  • Psicologo-Psicoterapeuta
  • Logopedista
  • Terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva