sordità

Il disturbo
Con il termine sordità (o ipoacusia) si definisce il deficit uditivo che può interessare uno o entrambi gli organi deputati alla ricezione (mono/bilaterale).
Secondo il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 2013, nel mondo ci sono circa 360 milioni di persone con un deficit uditivo (il 5% della popolazione totale); di essi 328 milioni sono adulti e 32 milioni hanno un’età inferiore a 15 anni.
In base all’epoca di insorgenza le ipoacusie possono essere classificate in congenite, cioè presenti alla nascita o nell’immediata vicinanza del parto (preverbali), e postnatali (post-verbali), cioè insorte successivamente allo sviluppo del linguaggio.
In rapporto all’eziologia, si classificano in genetiche (o ereditarie) e acquisite. Per le prime è riconosciuta un’anomalia cromosomica, mentre per le seconde si possono riconoscere molteplici cause: infettive, vascolari, degenerative, autoimmuni, tumorali, iatrogene, ecc..
In base alla sede di lesione si classificano in:
• ipoacusia trasmissiva: il danno è localizzato nell’orecchio esterno o nelle strutture trasmissive dell’orecchio medio
• ipoacusia neurosensoriale: il danno è localizzato nell’apparato di percezione (organo del Corti, nervo acustico, centri e vie bulbo-ponto-mesencefaliche, aree uditive corticali)
• ipoacusia mista: la causa del danno uditivo coinvolge sia l’apparato di trasmissione (orecchio esterno o medio) del suono, che quello di trasduzione (coclea) o trasmissione (nervo acustico)
• ipoacusia centrale: il danno è localizzato in seno all’organo centrale dell’udito, l’encefalo.
Si definiscono diversi gradi di sordità (lieve, media, grave o profonda) in relazione all’entità della perdita uditiva del soggetto.
La persona sorda presenterà caratteristiche diverse a seconda di diversi fattori incidenti al momento della diagnosi:
• il periodo di insorgenza della sordità
• età del soggetto
• tipo e grado di sordità
• assenza di altri disturbi associati alla sordità
• livello di evoluzione cognitiva e percettiva tattile e visiva
• presenza di un ambiente stimolante e attento ai bisogni della persona sorda
• livello di evoluzione affettiva e sociale
• tempo intercorso tra la diagnosi e gli interventi terapeutici (protesici e riabilitativi)
• sordità o normoacusia nei genitori/familiari.


Valutazione e diagnosi

La diagnosi della sordità è un processo articolato e mirato a valutare la persona nella sua globalità.
A partire dalla diagnosi di ipoacusia effettuata in un Centro di II livello, si avvia l’iter valutativo che riguarderà le competenze otorinolaringoiatriche, cognitive, linguistiche, motorie ed affettive. Quanto emerge da tale indagine contribuirà alla stesura del successivo piano di trattamento.
La valutazione si realizza con il coinvolgimento delle seguenti figure professionali: otorinolaringoiatra, audiologo, neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista e terapista della neuropsicomotricità.
L’osservazione del paziente, il colloquio iniziale con i familiari e la valutazione multidisciplinare sono il primo passo verso la definizione di un piano riabilitativo basato sulle esigenze del paziente.


La nostra proposta clinica

L’approccio multidisciplinare prevede un trattamento integrato finalizzato al sostegno e allo sviluppo di tutte quelle competenze (cognitive, linguistiche, sociali, motorie, percettive) che sottostanno allo sviluppo funzionale della persona.
A seconda delle fragilità riscontrate in sede di valutazione, le aree di intervento della terapia logopedica saranno una o più tra le seguenti:
• prerequisiti della comunicazione nell’area cognitiva
• aspetti percettivi del suono e dell’eloquio
• comprensione e produzione verbale
• uso funzionale del linguaggio e della comunicazione verbale
• competenze legate all’apprendimento (lettura, scrittura e calcolo).
La scelta della metodica riabilitativa sarà indirizzata dall’analisi delle componenti comunicative, sociali ed adattive del paziente. L’equipe del CRC è in grado di proporre sia il trattamento oralista, sia quello bimodale (in cui si utilizza l’Italiano Segnato), grazie alla presenza di terapisti interpreti LIS.
Seguendo le più aggiornate ricerche sull’acquisizione e sullo sviluppo del linguaggio nel bambino udente, la terapia coinvolgerà tutti gli aspetti del linguaggio (fonologico, morfosintattico, semantico, pragmatico) e dei suoi diversi contesti (parlato e scritto), unitamente a quelli più propriamente percettivi (educazione al miglior uso dell’ausilio protesico, sostegno alle abilità di detezione, discriminazione e riconoscimento al suono).
All’interno del CRC, laddove si ravvisi l’utilità dell’integrazione tra terapia logopedica e terapia neuropsicomotoria, si prevede un intervento specifico finalizzato alla stimolazione di una o più aree fra le seguenti:
• coscienza del proprio corpo
• spazialità
• temporalità
• equilibrio
Per i pazienti in età evolutiva il trattamento è infine integrato con un intervento di counselling parentale, perché la partecipazione dei genitori al processo educativo del bambino affetto da sordità rappresenta un aspetto fondamentale nel continuum educativo/riabilitativo.

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