Ritardi psicomotori

Il disturbo
Il termine “ritardo psicomotorio” definisce in modo generico la mancata o incompleta acquisizione da parte del bambino di adeguate competenze di sviluppo a livello motorio, cognitivo e relazionale, in rapporto alla sua età cronologica.
Nella pratica comune, tale formula rappresenta una descrizione clinica di attesa, funzionale a tutte quelle situazioni in cui, nei primi anni di vita del bambino, si è incerti sul significato clinico da attribuire al ritardo osservato e alle difficoltà rilevate. La valutazione di un ritardo nelle prime fasi dello sviluppo è resa infatti complessa dalla grande variabilità di ritmi che caratterizzano l’acquisizione e l’utilizzo di strategie e competenze.
In quest’ottica, la presenza di un ritardo psicomotorio può risultare indicatore di differenti situazioni, tra cui:
• condizioni in cui è osservabile una spontanea risoluzione, riconducibile ad un ritardo maturativo in cui tutte le competenze, che risultano armoniche tra loro;
• condizioni in cui sono riscontrabili competenze atipiche che producono uno sviluppo disarmonico, sintomo precoce di un vero e proprio disturbo dello sviluppo.

Valutazione e diagnosi
La diagnosi di Ritardo psicomotorio richiede un’accurata valutazione effettuata da un’equipe multidisciplinare che procede ad esaminare i diversi settori dello sviluppo del bambino al fine di ottenere un quadro integrato e completo.
L’equipe è costituita dalle seguenti professionalità: neuropsichiatra infantile, psicologo dell’età evolutiva, terapista della neuro e psicomotricità, logopedista.

 

La nostra proposta clinica
Il Ritardo Psicomotorio richiede un intervento terapeutico tempestivo ed integrato, finalizzato a sostenere le aree di fragilità evidenziate mediante l’osservazione. L’intervento precoce è fondamentale per stimolare in una fase evolutiva particolarmente recettiva le acquisizioni di base e per prevenire la strutturazione delle difficoltà nelle epoche di sviluppo successive.
I terapisti del CRC hanno integrato nel loro percorso formativo l’approccio neuropsicologico con una formazione esperienziale puramente psicomotoria e portano queste competenze nell’intervento riabilitativo.
L’intervento prevede inoltre che i terapisti forniscano ai genitori dei bambini informazioni e consigli utili a sostenere anche nell’ambiente domestico le acquisizioni stimolate in terapia.

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