ritardi cognitivi

Il disturbo

Nel DSM-5 (APA, 2015) il termine “Disabilità Intellettiva” ha sostituito la precedente etichetta di “Ritardo Mentale”.
La Disabilità Intellettiva è stata inserita all’interno di un raggruppamento meta-sindromico denominato “Disturbi del Neurosviluppo”, del quale fanno parte condizioni con insorgenza in età evolutiva connotate da deficit di sviluppo che gravano sul funzionamento personale, sociale, scolastico e occupazionale.
Nel disturbo sono presenti limitazioni relative alle abilità cognitive generali, che impattano sul funzionamento adattivo in tre domini: concettuale, sociale e pratico.
Il dominio concettuale include le capacità di linguaggio, di lettura, di scrittura, di calcolo, di ragionamento e di memoria; il dominio sociale riguarda l’empatia, il giudizio sociale, le capacità di comunicazione interpersonale e le abilità di fare e mantenere e amicizie; il dominio pratico si concentra sulle autonomie personali, che includono la cura di se stessi, le responsabilità lavorative, la gestione del denaro e l’organizzazione nei compiti lavorativi e scolastici.
La formulazione della diagnosi – effettuata con il DSM 5 (ibidem)- richiede che siano soddisfatti i seguenti criteri:

A. Deficit delle funzioni intellettive, come il ragionamento, la soluzione di problemi, la pianificazione, il pensiero astratto, il giudizio, l’apprendimento scolastico o l’apprendimento dall’esperienza, confermato sia da valutazione clinica che da prove d’intelligenza individualizzate e standardizzate.
B. Deficit del funzionamento adattivo che si manifesti col mancato raggiungimento degli standard di sviluppo e socio-culturali per l’indipendenza personale e la responsabilità sociale.
Senza supporto continuativo i deficit adattivi limitano il funzionamento in una o più attività della vita quotidiana, quali la comunicazione, la partecipazione sociale e la vita indipendente, in più ambiti diversi, come la casa, la scuola, il lavoro e la comunità.
C. Insorgenza dei deficit intellettivi e adattivi nell’età evolutiva.

I livelli di gravità del disturbo (lieve, moderato, grave e gravissimo) sono dati dal livello di compromissione del funzionamento adattivo e non dal grado di efficienza delle diverse funzioni cognitive.

I dati epidemiologici attestano che la Disabilità intellettiva interessa approssimativamente l’1% della popolazione mondiale e che le percentuali di prevalenza cambiano in base all’età. Nel caso della Disabilità Intellettiva grave la prevalenza è di circa 6 individui su 1000 (DSM-5; APA, 2015)

 

Valutazione e diagnosi
Un’accurata analisi del bambino con Disabilità Intellettiva non può limitarsi ad individuare i singoli disturbi connessi con i processi di elaborazione (di memorizzazione, attentivi, esecutivi, linguistici, ecc.), ma dovrebbe prevedere lo studio di tutto l’insieme delle strategie cognitive e adattive messe in atto dal soggetto in una determinata situazione e in un determinato contesto.
La complessità del disturbo genera la necessità di una diagnosi globale che coinvolga più figure professionali, quali il neuropsichiatra infantile, lo psicologo, il logopedista e il terapista della neuropsicomotricità.
La valutazione qualitativa e quantitativa effettuata porterà a un’analisi adeguata del livello funzionale delle abilità cognitive e adattive attuali e di come esse possano condizionare – anche in futuro – gli aspetti di carattere personale, familiare e sociale del paziente.
Gli strumenti da utilizzare saranno scelti in base non solo all’età del soggetto, ma anche e più propriamente in base a quelle che sono le sue reali capacità.

 

La nostra proposta clinica

L’intervento riabilitativo prevede una presa in carico globale del paziente, attraverso il coinvolgimento delle diverse figure professionali dell’equipe multispecialistica del Centro.
Il progetto riabilitativo individuale fa leva sui punti di forza del bambino e mira allo sviluppo di quelle abilità non ancora adeguatamente strutturate.
Obiettivo ultimo è pertanto il raggiungimento di un livello sempre maggiore di autonomia, ottenuto attraverso l’armonizzazione e l’accrescimento delle competenze sviluppate grazie all’intervento riabilitativo.

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