disturbi dello spettro autistico

Il disturbo
L’autismo comprende un insieme di disturbi del neurosviluppo con esordio precoce, classificati come Disturbi dello Spettro Autistico (DSA) nel DSM 5 (APA, 2013). Questi disturbi hanno un carattere cronico, oltre ad un’elevata complessità clinica, rendendo necessaria una presa in carico che si basi su reti integrate di intervento che coprano l’intero ciclo della vita della persona.
Le stime più recenti indicano una prevalenza di circa 1:150 bambini, con i maschi maggiormente colpiti (rapporto maschio femmina 4:1). Anche se l’eziologia dell’autismo rimane tuttora sconosciuta, le ricerche evidenziano che esiste una multifattorialità di cause genetiche, organiche o acquisite precocemente che, in modi diversi, potrebbero giustificare l’insorgenza del disturbo autistico e che vanno pertanto indagate.
Sul piano clinico i Disturbi dello Spettro Autistico (DSA), si caratterizzano per una compromissione grave e generalizzata nella capacità di comunicazione e interazione sociale e nell’area degli interessi e delle attività.
Per quanto riguarda il deficit nella comunicazione della reciprocità sociale ed emotiva, si evidenzia una difficoltà nella comunicazione non verbale usata a scopo sociale, nella creazione e nel mantenimento di legami sociali adeguati al livello generale di sviluppo.
Nell’area degli interessi e delle attività si può osservare un uso stereotipato dei movimenti, del linguaggio o degli oggetti; una eccessiva aderenza a routine, rituali motori o verbali e/o resistenza al cambiamento; la presenza di fissazione per interessi particolari o ristretti in modo anormale nella durata o nell’intensità; l’iper o ipo-reattività agli stimoli sensoriali o l’inusuale interesse per particolari dettagli dell’ambiente. Le compromissioni qualitative di queste condizioni sono anomale rispetto al livello di sviluppo o all’età mentale del bambino.
Fanno parte dei Disturbi dello Spettro Autistico il Disturbo Autistico, Disturbo di Asperger e il Disturbo Generalizzato dello Sviluppo NAS. Non vi rientrano invece più il Disturbo di Rett e il Disturbo Disintegrativo della Fanciullezza.
Questi disturbi si evidenziano di solito nei primi anni di vita e possono essere accompagnati da un certo grado di disabilità intellettiva.

 

Valutazione e diagnosi
La diagnosi del disturbo viene formulata tenendo conto della sua multifattorialità da parte di un’équipe multi-professionale che preveda la presenza almeno delle seguenti figure: neuropsichiatra, psicologo, terapista della neuro psicomotricità dell’età evolutiva, logopedista e educatore.
Il percorso di valutazione è infatti un percorso articolato che deve stabilire il profilo comportamentale dal punto di vista cognitivo (capacità di comprensione), comunicativo (linguaggio), sociale (capacità di relazione) ed emotivo del bambino, per definire il progetto terapeutico abilitativo. L’esame comportamentale consiste in una valutazione complessa durante la quale, mediante l’uso di metodologie diverse (osservazione, colloquio col bambino, somministrazione di strumenti di valutazione standardizzati), l’èquipe verifica la presenza dei sintomi comportamentali codificati dalle classificazioni internazionali di riferimento, la valutazione delle competenze cognitive e linguistiche, dello sviluppo emotivo e del profilo funzionale.
Le caratteristiche complesse dell’autismo possono rendere inoltre necessario un processo diagnostico che preveda un’articolata serie di indagini quali l’esame obiettivo e neurologico, volto ad escludere la presenza di patologie che si trovano con maggiore frequenza associate con l’autismo e ad individuare le specifiche caratteristiche di salute del bambino. Sarà importante la verifica dei parametri auxologici, dei parametri audiometrici e, in particolari casi emersi dall’anamnesi familiare, si potranno rendere necessarie indagini genetiche e/o metaboliche. In alcuni casi si potrà rendere necessaria un’indagine strumentale attraverso l’elettroencefalogramma.

 

La nostra proposta clinica
Considerata la multidimensionalità sintomatologica che caratterizza i Disturbi dello Spettro Autistico, presso il CRC si propone un trattamento multidisciplinare integrato che prende in considerazione le caratteristiche individuali di ciascun bambino.
L’intervento riabilitativo, coordinato dal neuropsichiatra infantile, si avvale del contributo di diverse professionalità, quali lo psicologo, il logopedista, il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.  I professionisti del Gruppo di lavoro e di ricerca sull’Autismo del CRC sono specializzati nel trattamento del disturbo, effettuano regolare aggiornamento scientifico-professionale ed operano in rete, con una regolare condivisione e supervisione dei piani terapeutici.
Il tipo di intervento proposto aderisce all’approccio teorico cognitivo-comportamentale.
La finalità a lungo termine del progetto riabilitativo è di favorire l’adattamento del soggetto al suo ambiente sociale, al fine di garantirgli una soddisfacente qualità di vita. Per raggiungere ciò viene messa in atto una serie di interventi finalizzati a:
•    migliorare la comunicazione e l’interazione sociale
•    favorire l’ampliamento degli interessi e una maggiore flessibilità degli schemi d’azione.
Tali obiettivi sono condivisi con tutte le figure che costituiscono la rete sociale del bambino attraverso incontri con genitori, insegnanti, educatori ed altri operatori.
Al fine di sostenere la famiglia durante il percorso di presa in carico, l’intervento può essere integrato con incontri di counselling parentale.

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