disturbi della coordinazione motoria

Il disturbo

Il Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione Motoria (Developmental Cooordination Disorder – DCD) è un disturbo neuroevolutivo che consiste in un insufficiente sviluppo della coordinazione motoria, in assenza di disordini dello sviluppo intellettivo, minorazioni visive o condizioni neurologiche che possano interessare il movimento (ad esempio paralisi cerebrali infantili, distrofia muscolare, malattie degenerative).
Il disturbo si caratterizza per la presenza di prestazioni inferiori a quelle attese per l’età cronologica del bambino nelle varie attività che richiedono coordinazione motoria e che risultano svolte in modo goffo, lento, impreciso.
Ricerche longitudinali hanno più volte dimostrato che le difficoltà di coordinazione motoria, se presenti in modo marcato, possono perdurare anche oltre l’età evolutiva, compromettendo in modo significativo l’adattamento del bambino all’ambiente, con forti ripercussioni sul piano emotivo, sociale e scolastico, andando a delineare un vero e proprio Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione Motoria.
Secondo alcuni studi, la presenza del disturbo sarebbe stimata intorno al 6% della popolazione infantile compresa tra i 5 e gli 11 anni.

Nel corso dello sviluppo possono essere rilevati alcuni campanelli d’allarme, quali:
• ritardo nell’acquisizione delle principali tappe di sviluppo motorio, in particolare nel controllo del tronco, nel gattonamento e nella deambulazione autonoma;
• scarsa fluidità dei movimenti nello spazio;
• difficoltà nell’acquisizione, nella pianificazione ed esecuzione autonoma di sequenze motorie fini;
• scarsa abilità nei compiti visuo-percettivo-motori.
La presenza di questi indici può ripercuotersi nelle attività quotidiane del bambino determinando:
• difficoltà nell’acquisizione e nell’esecuzione delle autonomie personali e sociali, quali ad esempio lavarsi le mani, lavarsi i denti, vestirsi, abbottonare, avvitare e svitare, allacciare le scarpe, utilizzare le posate;
• insuccessi nelle attività sportive che richiedono maggiore coordinazione generale, oculo-manuale, controllo dell’equilibrio statico e dinamico, integrazione di più canali sensoriali;
• scarsi risultati, in relazione all’impegno profuso, nell’apprendimento scolastico, soprattutto nelle aree relative all’acquisizione della scrittura ed, eventualmente, alle abilità logico-matematiche.

 

Valutazione e diagnosi

Osservando le difficoltà di coordinazione nelle diverse attività della vita familiare, scolastica e sociale del bambino e ponendo attenzione alle ricadute che queste possono avere sull’acquisizione di nuove competenze e sulla sua integrazione nel gruppo dei pari, è fondamentale rivolgersi a personale medico specializzato (neuropsichiatra infantile) per accedere ad una valutazione del profilo di sviluppo del bambino.
La diagnosi di Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione Motoria richiede un’accurata valutazione in età prescolare, effettuata da un’equipe multidisciplinare che indaga i diversi settori dello sviluppo. L’equipe è costituita dalle seguenti professionalità: neuropsichiatra infantile, psicologo dell’età evolutiva, terapista della neuropsicomotricità, logopedista. Insieme, essi collaborano all’elaborazione del profilo funzionale del soggetto a fini diagnostici e terapeutici.

 

La nostra proposta clinica

Il Disturbo di sviluppo della Coordinazione Motoria richiede un intervento terapeutico competente e tempestivo, finalizzato ad aiutare i bambini ad imparare a svolgere le attività quotidiane autonomamente e con maggior successo. Risulta improbabile che le difficoltà motorie di questi bambini si risolvano spontaneamente. Con un adeguato intervento di sostegno, i bambini che presentano tali difficoltà possono imparare ad affrontare con successo le attività della vita quotidiana e sviluppare un maggior entusiasmo per le attività fisicamente impegnative.
I terapisti della neuropsicomotricità che operano all’interno del CRC hanno integrato nel loro percorso formativo l’approccio neuropsicologico con una formazione esperienziale puramente psicomotoria portando queste competenze nell’intervento riabilitativo.
L’intervento prevede inoltre che i terapisti forniscano a genitori ed insegnanti informazioni e consigli utili a sostenere la partecipazione di questi bambini alle attività proposte a casa e in classe.

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