disturbi da deficit di attenzione/iperattività

Il disturbo
L’ADHD (acronimo dall’inglese Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività) è il disturbo neuro-comportamentale più diffuso tra i bambini di tutto il mondo, che può permanere, seppure con diverse manifestazioni, per tutto il ciclo di vita.
La mancanza di una base neurofisiologica e neurochimica specifica del disturbo suggerisce una causa multifattoriale.
La prevalenza stimata dell’ADHD nella popolazione italiana nella fascia d’età 6-18 anni è di circa il 2-3%. Il disturbo si presenta molto più frequente nei soggetti di sesso maschile rispetto a quelli di sesso femminile, con un rapporto che varia tra il 4:1 e il 9:1 nei diversi studi.
L’insorgenza del disturbo avviene in età prescolare, tuttavia generalmente la diagnosi viene formulata con l’ingresso in scuola elementare, momento in cui il bambino si deve confrontare con un considerevole incremento delle richieste attentive connesso alle attività svolte.
Il manuale statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), elenca tre aree principali di compromissione connesse all’ADHD:
• manifestazione con disattenzione predominante;
• manifestazione con iperattività-impulsività predominanti;
• manifestazione di tipo combinato.
Per porre diagnosi di ADHD il disturbo deve essere presente per almeno sei mesi – e in almeno due contesti di vita (scuola e famiglia) – e causare compromissione delle prestazioni scolastiche e sociali. Alcuni sintomi, inoltre, devono manifestarsi prima dei 12 anni.
Il disturbo si mostra relativamente stabile durante la prima adolescenza, mentre i sintomi tendono ad attenuarsi durante la tarda adolescenza e l’età adulta. L’iperattività è il primo sintomo a recedere, mentre la distraibilità è l’ultimo.

 

Valutazione e diagnosi
Il processo diagnostico dell’ADHD è effettuato da un’equipe multidisciplinare e si realizza attraverso:
• raccolta di informazioni da fonti multiple (genitori, insegnanti, educatori) utilizzando interviste o questionari standardizzati sui diversi aspetti del comportamento e del funzionamento sociale del bambino;
• intervista al bambino, per indagare il livello di consapevolezza delle proprie difficoltà e i vissuti ad esso associati;
• valutazione neuropsicologica completa del funzionamento intellettivo, delle varie componenti dell’attenzione e delle funzioni esecutive e degli apprendimenti per ottenere conferme per la diagnosi, delineare il profilo funzionale, effettuare una diagnosi differenziale per i disturbi di tipo cognitivo o neuropsicologico e creare le premesse per programmare un eventuale intervento di potenziamento cognitivo.

 

La nostra proposta clinica
Il percorso riabilitativo del bambino con ADHD prevede la presa in carico sua e del contesto in cui è inserito, con un percorso di supporto per famiglia e scuola finalizzato al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
• obiettivi di tipo cognitivo e neuropsicologico: il bambino effettua un training per le funzioni esecutive e per l’attenzione
• obiettivi nell’area delle emozioni: il lavoro prevede un rinforzo dell’autostima e del senso di autoefficacia del bambino
• obiettivi nell’area dei comportamenti: si lavora sul potenziamento delle competenze di autoregolazione
• trattamento delle patologie eventualmente associate al disturbo.

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