Balbuzie

Il disturbo
La balbuzie, secondo la definizione data dall’Organizzazione mondiale della Sanità nel 1977, è «un disordine nel ritmo della parola per cui il paziente sa cosa vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono che hanno carattere di involontarietà».
Nella nuova versione del DSM (DSM-5, APA, 2013), la balbuzie evolutiva è stata inserita tra i Disturbi del Neurosviluppo, in particolare tra i Disturbi della Comunicazione, come Disturbo della fluenza con esordio nell’infanzia (balbuzie).
Il disturbo interessa circa l’0,72% della popolazione mondiale, percentuale che sale al 5% se si considerano i casi ad insorgenza precoce (età prescolare), in cui può aversi una remissione spontanea o successiva alla terapia.
La balbuzie è un disturbo complesso di natura multifattoriale e multidimensionale.
Si riconoscono due principali componenti del disturbo: quella apparente (il sintomo), consistente in ripetizioni di sillabe o parole, e/o blocchi, e quella più nascosta (il vissuto personale). Queste due dimensioni possono manifestarsi in modo diverso da soggetto a soggetto, interferendo l’una sull’altra e contribuendo al manifestarsi di un vissuto negativo connesso alla balbuzie.
In particolare, la persona che balbetta può mostrare alcune delle seguenti caratteristiche, derivate dalla consapevolezza delle proprie difficoltà e dal vissuto negativo ad esse connesso:
• difficoltà nei rapporti interpersonali
• bassa autostima
• timore ad esprimere le proprie emozioni
• condotte di evitamento verbale (uso del telefono, richiesta di informazioni per strada, ecc.).

 

Valutazione e diagnosi
La diagnosi della balbuzie è un processo articolato e complesso e richiede una valutazione globale. Il sintomo infatti rappresenta la parte manifesta del disturbo, dietro il quale si possono celare disagi emozionali di diversa natura ed entità, dipendenti dalla difficoltà verbale, che hanno un impatto sulla qualità di vita del paziente. La valutazione tiene pertanto conto della multifattorialità del disturbo e l’inquadramento diagnostico si realizza attraverso il coinvolgimento di più figure professionali: il neuropsichiatra infantile, lo psicologo, il logopedista e il terapista della neuropsicomotricità (nei bambini di età prescolare). Essi contribuiscono insieme a delineare le caratteristiche del disturbo, come esso si manifesta in quella persona, in quel momento della sua vita, negli aspetti sintomatologici e sindromici.
L’osservazione del paziente, il colloquio iniziale, la valutazione della fluenza verbale e dell’attitudine comunicativa rappresentano un momento fondamentale di conoscenza della persona che balbetta e il primo passo verso la progettazione di un piano riabilitativo basato sulle reali esigenze del paziente.

 

La nostra proposta clinica
L’area balbuzie, tra valutazione e terapia, è area di eccellenza del CRC. Presso il Centro è possibile fruire del programma MIDA-SP (Multidimensional Integrated Differentiated Art-mediated – Stuttering Program). Il programma, elaborato dal Gruppo di lavoro e di ricerca sulla balbuzie del CRC, è applicato efficacemente nell’attività riabilitativa del Centro ed è oggetto di interesse scientifico internazionale.
La multidimensionalità della balbuzie richiede un trattamento integrato e in tale ottica il MIDA-SP prende in considerazione non solo il sintomo disfluenza, ma la globalità della persona nel suo comportamento comunicativo.
Il programma si compone di:
• terapia logopedica
• transfer activities, come la telefono-terapia e il public speaking
• training arte-mediato, come il laboratorio teatrale (qui link alla pagina omonima in attività e progetti), il doppiaggio di film e spot pubblicitari (qui link alla pagina omonima in attività e progetti) o la radio (qui link alla pagina omonima in attività e progetti).
La composizione del percorso riabilitativo è differenziata e personalizzata: essa tiene conto delle specifiche caratteristiche del disturbo, dell’età del soggetto e delle sue caratteristiche personali, nel rispetto della sua individualità. La presenza delle transfer activities e del training arte-mediato rende il percorso particolarmente vario, motivante e stimolante e fornisce occasioni di esercitazione comunicativa e di crescita personale.
Per i bambini in età prescolare il percorso logopedico è affiancato dal trattamento neuropsicomotorio, che si occupa degli aspetti collegati al vissuto corporeo, alla tensione muscolare e alle difficoltà comunicative non verbali frequentemente osservate nelle persone con balbuzie.
Per i bambini in età prescolare e scolare il laboratorio è integrato da interventi di counselling parentale.

Riferimenti scientifici internazionali sul programma riabilitativo elaborato dal CRC
Per il programma rivolto a soggetti in età scolare e adulta si veda:
• The Science and Practice of Stuttering Treatment: a symposium. A cura di S.Jelcic Jaksic e M. Onslow, Wiley-Blackwell, 2012.
Per il programma rivolto a bambini in età prescolare si veda:
• Early childhood stuttering. A cura di E.Yairi e N.G.Ambrose. Pro-Ed, 2005.

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